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Pescara, 09/04/2026
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01/06/2012
Il Messaggero
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Lusi, accertamenti dei pm su fondi a Renzi, Bianco e Rutelli |
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La sentenza del tribunale del Riesame che ha confermato la custodia cautelare ai domiciliari, per la moglie di Lusi: Giovanna Petricone ROMA - Hanno dovuto consegnare alle Fiamme gialle libri contabili, ricevute e fatture. Perché, nella nuova tornata di verifiche sull’uso dei rimborsi elettorali ricevuti dalla Margherita, il punto sono proprio loro: le società che dal 2007 in avanti hanno lavorato con Matteo Renzi, Enzo Bianco e Francesco Rutelli. Le tre società nei giorni scorsi sono state oggetto di un ordine di esibizione da parte della procura di Roma: la Web&press di Firenze, la M&S Congress vicina al senatore Enzo Bianco, e la fondazione Centro per un futuro sostenibile, legata a Francesco Rutelli. Nel corso dei cinque anni finiti sotto osservazione nell’inchiesta dedicata all’appropriazione indebita da parte dell’ex tesoriere Luigi Lusi, tutte e tre le società hanno ricevuto finanziamenti piuttosto consistenti. Il Centro per un futuro sostenibile ha preso 866mila euro, la M&S congress 150mila e la Web&press avrebbe dovuto avere 120mila euro assieme alla «Dinamiche» anche se a detta dell’ex tesoriere Luigi Lusi gli ultimi 45mila euro non sono mai stati consegnati. Tolto il sindaco di Firenze, nessuno dei tre leader ha mai smentito che le società abbiano ricevuto finanziamenti dal partito. Anzi, sulla M&S Congress, che risulta essere una società dedicata soprattutto alla formazione in campo sanitario, il senatore Bianco ha spiegato di recente che è quella la ditta «dei cui servizi mi sono avvalso negli ultimi tre anni, con regolari contratti stipulati dalla suddetta Società con La Margherita». Rutelli, quando la cifra venne fuori per la prima volta alzò addirittura la posta. «Una cifra superiore a quella riportata è andata a Cfs: 1 milione e 126mila euro», disse. Contestando però che quei soldi fossero poi finiti al suo attuale partito, l’Api. Ora la procura punta a ricostruire quanto e come quei soldi siano stati impiegati. E se la destinazione dei fondi sia stata effettivamente legata, almeno indirettamente, alla politica. Nel frattempo, due giorni fa, i legali della Margherita hanno consegnato in procura la Due diligence effettuata dai consulenti della Kpmg sui conti del partito. Lo studio evidenzia come, nel portar via circa 25 milioni di euro, il senatore accusato di appropriazione indebita e associazione per delinquere abbia dovuto contare su qualche appoggio per accreditare i bonifici verso la sua Ttt. Appoggi che forse stavano nella stessa banca che ospitava i conti dei Dl: «Risulta che le 96 disposizioni di bonifico in favore di Ttt Srl e i prelevamenti per cassa ordinati dal senatore Luigi Lusi indirizzati alla Banca nazionale del lavoro sarebbero stati eseguiti dalla Bnl senza che il richiedente avesse poteri di firma disgiunta. Vi precisiamo che non essendo titolari di alcun diritto di accesso nei confronti della Bnl - scrivono i consulenti - non abbiamo potuto accertare l’identità del/dei co-firmatari a firma congiunta con il senatore Lusi». I consulenti hanno anche ricostruito come le fatture della Ttt, la società di Lusi, fossero state sparpagliate nei conti del partito: nel solo 2008, la voce «Spese di pubblicità e propaganda» è composta per il 94,15 d fatture Ttt, cifra che nel 2010 sarà ancora l’81,41% del totale. E, nello stesso anno, le fatture della società di Lusi sono il 100% dell’«Addestramento personale». Intato ieri, il tribunale del Riesame ha notificato agli avvocati le motivazioni con le quali nei giorni scorsi era stata respinta la richiesta di annullare gli arresti domiciliari per la moglie di Lusi, Giovanna Petricone. Nel documento, il collegio presieduto da Renato Lavitola spiega che «mancano all’appello altri 50 milioni di euro, di cui non si conosce la destinazione finale». Il passaggio ha fatto molto discutere. Perché in realtà l’indagine della procura di Roma ha già ricostruito che i 50 milioni sono la cifra destinata alle spese «politiche». E che all’appello mancano invece circa 8 milioni sui quali nei prossimi giorni le verifiche della Guardia di finanza e del consulente della procura potrebbero portare i chiarimenti definitivi. Sempre ieri la giunta per le autorizzazioni ha deciso di rimandare ogni decisione al prossimo 12 giugno: il relatore Giuseppe Saro ha chiesto alla procura tutte le decisioni del tribunale del Riesame, che ha anche tramutato in obbligo di firma gli arresti domiciliari per i commercialisti Montecchia e Sebastio. E la chiavetta Usb con i rimborsi spesi, consegnata ai magistrati dalla segretaria particolare di Lusi, Francesca Fiore.
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