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Pescara, 05/04/2026
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Data: 02/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ruba rame lungo la ferrovia, travolto e ucciso. Montesilvano: vittima un rumeno di 34 anni, illeso il fratello, due anni fa un incidente fotocopia

MONTESILVANO - Tragedia della povertà ieri notte sul primo binario della linea ferroviaria di Montesilvano. Cento metri a nord della stazione, intorno alla mezzanotte N.G., un rumeno di 34 anni è stato investito da un treno merci diretto verso nord ed è morto. Con lui al momento dell'incidente c'era il fratello più giovane di 26 anni, che probabilmente lo precedeva. I due camminavano in fila indiana lungo la massicciata laterale dei binari e non avrebbero sentito sopraggiungere il convoglio, che procedeva ad una certa velocità.
Dai primi accertamenti dei carabinieri di Montesilvano, coordinati dal capitano Marinelli e dagli uomini della Polfer i due rumeni forse andavano a caccia di cavi di rame. Altra ipotesi: stavano tornando nella loro capanna di fortuna sull'altro versante della ferrovia. Un incidente per molti versi simile a quello in cui perse la vita, sempre sullo stesso tratto, un magrebino qualche anno fa. Anche lui stava attraversando i binari più o meno in quella zona, diretto alla sua capanna e fu investito. Ed in precedenza proprio sul ponte Saline (poco più a nord) morì nel pomeriggio - si trattò di un suicidio - un anziano di Montesilvano.
Inizialmente anche per il rumeno si era pensato ad un gesto estremo, che avrebbe reso più drammatico l'incidente, perchè dettato dalla fame e dall'indigenza o causato da una grama esistenza, vissuta in terra straniera lontano dagli affetti dei propri cari. Ma la Polfer, dopo aver sentito a lungo il fratello, ha escluso l'ipotesi del suicidio e si è convinta che tutto si era riconducibile ad un drammatico incidente. Non è chiaro però se i due stessero traversando i binari o procedessero verso nord, parallelamente alla linea ferrata. L'investimento, che ha maciullato il corpo della vittima, è avvenuto all'altezza del McDonald, al chilometro 342+500 della linea ferrata ed ha provocato il black out del transito dei treni per un'ora. Disagi dunque per i treni a lunga percorrenza costretti a sostare a Pescara e a Silvi. Solo all'una e trenta i treni hanno potuto riprendere la marcia nei due sensi.
Ancora una volta le ferrovia si è dimostrata polo di attrazione di poveri sbandati, giunti in Italia in cerca di fortuna e costretti poi ad infrangere la legge per sopravvivere. La salma di N.G. è stata trasferita l'obitorio dell'ospedale civile di Pescara.

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