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Pescara, 05/04/2026
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Data: 02/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La strada Pendolo resta incompiuta. Spesi già 5 milioni di euro, manca però il tratto compreso tra via Tiburtina a via Salara Vecchia

La giunta esclude dal piano triennale il completamento dell’opera

PESCARA. Il progetto di ultimazione della strada Pendolo, l’asse viario pensato per collegare i Colli alla zona di San Donato, sembra ormai definitivamente tramontato.
Dopo che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Albore Mascia lo ha escluso dal piano triennale delle opere pubbliche 2012 - 2014. L’opera pensata nel lontano 2004 dall’allora giunta comunale del sindaco Luciano D’Alfonso, aveva come fine di creare un’asse viario alternativo capace di collegare la zona dei Colli a quella di San Donato, passando attraverso il rione di Rancitelli. Il progetto definitivo, approvato l’anno seguente, prevedeva una spesa complessiva di 5 milioni di euro, derivanti dai fondi comunitari Urban. Nel 2007 iniziarono i lavori per la realizzazione del tratto compreso tra via Aterno e via Tiburtina, che terminarono tre anni più tardi. Nel luglio 2010 venne inaugurata con una grande festa, la cui organizzazione venne commissionata all’agenzia di comunicazione e marketing Mirus di Michele Russo, attuale presidente della Gtm, la società che gestisce il trasporto pubblico in città.
Nel frattempo, sempre nel 2007, per una cifra di circa 2,2 milioni di euro partirono i lavori per il raddoppio del ponte Libertà, meglio noto come ponte di Capacchietti, portati regolarmente a termine l’anno successivo, utile a collegare via Fonte Romana a via Aterno.
Per rendere completa e definitavamente operativa la strada Pendolo però, manca l’ultimo tratto, solo poche centinaia di metri comprese tra via Tiburtina e via Salara Vecchia per il congiungimento con via Enzo Tortora, nella zona di nuova costruzione dove ci sono il centro di smistamento delle Poste e la nuova e avveniristica sede della Fater. Per il completamento dell’asse viario vennero inseriti due milioni di euro di dondi vincolati per legge nel piano triennale delle opere pubbliche 2010 - 2012, poi scesi a uno (500 mila euro per il 2011 e altrettanti nel 2012, da reperire traminte un mutuo) nel piano successivo 2011 - 2013, fino alla completa esclusione dell’opera nell’ultimo piano 2012 - 2014, con la previsione di nemmeno un euro. Nonostante le rassicurazioni del presidente della commissione Lavori Pubblici Armando Foschi, che nello scorso gennaio affermava che la strada Pendolo sarebbe stata completata senza gli espropri dei terreni privati. Segnalava anche la presenza in cassa di 750 mila euro grazie a un avanzo dei fondi Urban 2.
«La strada Pendolo è un’esigenza, una vera priorità per la mobilità», dice il vice capogruppo del Pd Enzo Del Vecchio, criticando l’esclusione dell’opera dal piano triennale, «pensato anche e soprattutto in vista del nuovo svincolo (progettato dal Comune e e appalto svolto dall’Anas) della circonvallazione che aprirà in via Tirino. Ma evidentemente questo non interessa all’amministrazione comunale al punto da omettere l’inserimento nel piano triennale. Per coerenza della funzionalità delle opere pubbliche, il Pd ha predisposto emendamenti affinché venga reinserito nel piano triennale, che saranno presentati come inizierà la discussione sul bilancio. L’hanno esclusa per altre opere più d’impatto a livello di immagine».

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