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Data: 02/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via libera al decreto per 65 mila esodati. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero

ROMA Via libera al decreto sui lavoratori esodati che salva 65.000 persone, altrimenti a rischio di rimanere senza lavoro né pensione per effetto della crisi e delle ristrutturazioni aziendali negoziate tra aziende e sindacati destinare a restare senza la copertura del prepensionamento dopo la riforma previdenziale.
Il comunicato della presidenza del Consiglio che annuncia la firma da parte del premier Mario Monti (nelle vesti di ministro dell'Economia) e del ministro del Lavoro, Elsa Fornero sottolinea che «il Governo è consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia» e si impegna a trovare per questi soluzioni eque ma che nello stesso tempo siano sostenibili dal punto di vista finanziario. Un decreto «per soli 65.000 lavoratori lascia intatto il problema», commenta la Cgil con il segretario confederale Vera Lamonica: resta necessario «dare soluzioni a chi resta fuori, presto e senza ricominciare a dividere e fomentare guerre tra i poveri. È importante riconoscere i propri errori ma è ancor più importante volerli riparare. La soluzione va trovata per tutti». «Ora serve chiede il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli reale disponibilità di ascolto e di interlocuzione da parte del governo».
«Il decreto risolve solo una parte del problema condivide il segretario confederale Uil Domenico Proietti invitiamo il Governo a impegnarsi concretamente e immediatamente per trovare una soluzione per tutti coloro che hanno sottoscritto accordi per l'uscita dal lavoro entro il 31 dicembre». «Siamo contenti ovviamente osserva il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella per i 65 mila esodati garantiti dalle vecchie regole, ma resta l'ingiustizia nei confronti delle altre decine di migliaia con i medesimi requisiti, presto non più lavoratori e non ancora pensionati ma senza garanzie, se non a parole per quanto autorevoli».
La salvaguardia del primo plotone di 65.000 lavoratori inseriti nel decreto che andranno in pensione con le vecchie regole costa già cinque miliardi quindi un eventuale allargamento della platea dovrà essere studiato con grande attenzione.
Il decreto composto di otto articoli, prevede un contingente per la mobilità ordinaria di 25.590 persone e uno di 3.460 per la mobilità lunga. Per i fondi di solidarietà (a partire da quello del credito) è prevista la salvaguardia di 17.710 lavoratori mentre la prosecuzione volontaria del versamento dei contributi sarà consentita 10.250 dipendenti. I lavoratori esonerati dal servizio che saranno salvaguardati saranno 950 mentre 150 saranno salvaguardati come genitori in congedo per assistere figli disabili. Per gli accordi di incentivo all'esodo (senza mobilità) è prevista una capienza di 6.890 persone, per un totale complessivo di 65.000 unità.
«L'esame delle istanze si legge nella nota della presidenza del Consiglio è affidato all'Inps» e per le ultime tre categorie considerate «è prevista una domanda preliminare che sarà esaminata da apposite commissioni costituite presso le direzioni territoriali del Lavoro.
Gli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del periodo di esonero delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso».

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