I pm al lavoro su assegni a vuoto per due milioni e mezzo
ROMA - Ci sono due Lusi, nell’immaginario di Francesco Rutelli: «C'è un Lusi uno, capo scout, un po’ arcigno, e un Lusi due su cui non aggiungo altro perché è già stato descritto dalla magistratura».
Ieri l’ex leader della Margherita ha convocato una conferenza stampa per fornire nuovi chiarimenti sull’inchiesta dedicata all’ex tesoriere. Senza nascondere la propria amarezza - «con lui non c'era un rapporto di consuetudine, ma solo politico, l'immagine che avevo era quasi francescana» - Rutelli si è detto francamente favorevole all’arresto del senatore accusato di appropriazione indebita: «Confido che nessuno sottovaluti che se il Senato non si ergesse a tutela dello Stato di diritto, qui fuori arriverebbero i forconi». Nessun dubbio sull’ipotesi avanzata dal tribunale del riesame che dai conti del partito mancassero altri 50 milioni di euro. Un errore della sentenza, secondo tutte le parti coinvolte nella vicenda, procura compresa. «Tra due settimane all’Assemblea federale che deciderà l’estinzione della Margherita, presenteremo un bilancione senza precedenti per esattezza e dettagli, in assoluta trasparenza, con tutte le spese ed entrate del partito, numeri dettagliati fino all’ultimo euro», conclude Rutelli.
Sul tavolo degli inquirenti, Alberto Caperna e Stefano Pesci, al momento restano almeno tre interrogativi. Il primo è dedicato agli appoggi nella filiale Bnl che hanno consentito all’ex tesoriere di ordinare 98 bonifici verso la sua società, la Ttt, senza aver bisogno della firma congiunta col leader Rutelli, prevista dalla procura bancaria firmata all’apertura del conto corrente del partito. Nei giorni scorsi, la Guardia di finanza ha ascoltato l’impiegato che avrebbe accettato di chiudere un occhio per aiutare il tesoriere in questa e qualche altra formalità. E agli uomini delle fiamme gialle, l’impiegato ha spiegato che sì, faceva qualche piccolo favore al senatore. E in cambio prendeva circa 500 euro al mese. Ma non si era assolutamente reso conto che quel «aiutino» servisse a spostare una parte dei soldi del partito verso una società intestata direttamente a senatore e consorte.
L’esistenza di un aiutante all’interno degli uffici Bnl è segnalata nella due diligence che gli avvocati della Margherita Titta Madia e Alessandro Diddi hanno consegnato nei giorni scorsi ai pm romani che indagano sull’appropriazione indebita dei fondi del partito da parte del senatore, della moglie e dei loro commercialisti. Ma la stranezza di prelievi ordinati dal solo Lusi nonostante la procura bancaria parlasse esplicitamente di doppia firma era già stata individuata nei giorni scorsi dagli investigatori. Che ora devono definitivamente capire se l’impiegato in questione fosse davvero all’oscuro del progetto.
Il secondo quesito riguarda i bilanci delle società che lavoravano per Rutelli, Renzi e Bianco, acquisiti nei giorni scorsi. Un atto ritenuto indispensabile dopo che alla giunta per le autorizzazioni del Senato, Lusi aveva lasciato intendere che su quel fronte non fossero stati fatti tutti i necessari controlli. Al momento, al termine di una prima serie di verifiche, non sarebbero emerse irregolarità.
Infine, bisogna ancora ricostruire il destino di 2,5 milioni di euro in assegni in bianco firmati dal tesoriere. Il lavoro, su cui è impegnato anche un consulente di Bankitalia, punta a ricostruire chi siano stati i destinatari finali di quei prelievi. Ed è possibile che alla fine di questa ricostruzione la somma di soldi prelevati da Lusi - che attualmente arriva a circa 25 milioni - sia destinata a salire ulteriormente. All'attenzione dei pm c'è pure la denuncia presentata nei giorni scorsi dallo stesso senatore in cui tira in ballo, accusandoli di diffamazione, gli esponenti dl Francesco Rutelli e Matteo Renzi. Il pm Stefano Pesci procederà all'apertura di un fascicolo e, da prassi, iscriverà nel registro degli indagati l'ex sindaco di Roma e quello attuale di Firenze. Da piazzale Clodio si sottolinea, comunque, che per il procedimento potrebbe essere sollecitata l'archiviazione.