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Data: 02/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il dopo voto a L'Aquila - «Piano di ricostruzione, un copia e incolla» De Matteis mostra il documento: «Inserito uno studio dell’università di Firenze»

Subito le dimissioni dell’assessore comunale Pietro Di Stefano e del sindaco Massimo Cialente. A chiederle è Giorgio De Matteis, dopo essere venuto in possesso di una nota del dipartimento di Costruzione e Restauro dell’università di Firenze del 30 maggio scorso che accusa l’assessorato alla Ricostruzione di aver «fatto copia e incolla ai propri danni». In sostanza l’assessorato avrebbe inserito uno studio dello stesso dipartimento, fatto per il Comune dell’Aquila, nel piano di ricostruzione della stessa amministrazione, senza autorizzazione. «Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti - ha ricordato Mimmo Srour -: un ministro inglese si è dimesso per molto meno, un copia e incolla della sua tesi di laurea». «Leggendo questo documento ci si accorge che questa è cialtroneria politica - ha tuonato De Matteis mostrando copia della lettera inviata fra gli altri al commissario Chiodi, al sindaco e al ministro Fabrizio Barca -. Noi esigiamo che Barca dia risposta a questa denuncia formale. Il 16 febbraio scorso in una nota al sindaco il dipartimento evidenziava un utilizzo non autorizzato di materiale prodotto eppure Cialente ha preferito un silenzio connivente». Al fine di non turbare la campagna elettorale, l’università, a firma di Mario De Stefano e Giuseppe Centauro, torna a scrivere solo ora sottolineando che il copia e incolla effettuato è peraltro completamente inappropriato sotto il profilo tecnico-urbanistico minacciando nelle ultime righe un’azione legale. «Siamo di fronte a dei pagliacci dell’amministrazione - rilancia De Matteis -. O viene smentito il dipartimento, oppure a questo punto qualcuno deve sentire il dovere morale di rimettere il proprio mandato da subito. Di Stefano e il sindaco devono dimettersi. Se il Comune fa il copia e incolla con uno studio dell’università, quale è stato il lavoro svolto dagli undici esperti pagati oltre 600 mila euro l’anno?». Di qui la decisione di «valutare l’opportunità di segnalare alla Corte dei Conti la vicenda». Proprio fatti come questi farebbero comprendere quanto sia importante una commissione alla Ricostruzione. «I componenti possono anche svolgere a titolo gratuito il compito per la ricostruzione. Oppure Cialente non vuole che ci siano controlli?».

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