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Pescara, 07/04/2026
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Data: 03/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Concorso alla Asl, 50 telefonate sospette. Contatti tra la moglie di Pagano e la commissione anche nel giorno dell’esame. Di Nisio: pronto a fare nuove rivelazioni sulla Asl

Spuntano verbali non firmati Funzionari dell’azienda chiamati a testimoniare «Le incompatibilità riferite solo a voce alta»

PESCARA. Sono 50, telefonate e sms, le conversazioni scoperte tra la moglie del presidente Pdl del consiglio regionale, Nazario Pagano, e i 3 componenti della commissione d’esame della Asl di Pescara che, «a porte chiuse», hanno valutato la sua prova orale «molto brillante» dopo uno scritto da sesto posto. Una valutazione - lo scarto sulla seconda è stato di 0,795 punti - che ha fatto vincere a Graziella Soldato un posto da precaria alla Asl per 6 mesi, prorogato già 3 volte per quasi 2 anni. Parlano di «frequenti rapporti telefonici» tra Soldato e la commissione, le informative della squadra mobile mandate al pm Mirvana Di Serio.
TELEFONATE. A 2 giorni dagli interrogatori dei 3 dirigenti Asl accusati di abuso d’ufficio, sono i tabulati telefonici a dire che, nel giorno dell’esame, il 10 marzo 2010, la moglie di Pagano (non indagata) ha parlato due volte con Carla Granchelli, 59 anni di Pescara, componente della commissione e sua relatrice della tesi di laurea, e proprio con Granchelli c’è stato uno scambio di 6 sms in 4 minuti. Tra il 17 febbraio e il 30 marzo, Soldato ha sentito 29 volte, al telefono o via sms, anche il presidente della commissione Antonio Caponetti, 53 anni di Montesilvano. Sette i contatti, dal 5 al 31 marzo, con Giancarlo Diodati, 59 anni di Pescara, componente della commissione. Le telefonate tra la candidata a un posto da dirigente medico nel servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica e i membri della commissione sono uno dei punti da approfondire nel faccia a faccia di martedì prossimo con gli investigatori, se gli indagati decideranno di rispondere alle domande.
ATTI NON FIRMATI. Un’altra domanda è già quasi certa: perché Caponetti, Granchelli e Diodati non hanno firmato le «dichiarazioni di non incompatibilità» nascondendo «rapporti stretti» con la moglie di Pagano? La Mobile, guidata da Pierfrancesco Muriana, ha scoperto che le dichiarazioni di non incompatibilità non sono state sottoscritte mentre questo stesso tipo di documenti è stato firmato in altri concorsi Asl. Con controlli a campione eseguiti dal sovrintendente Amerino Verì, la Mobile ha accertato che, in caso di atti non firmati, le dichiarazioni di non incompatibilità sono state rese in un secondo tempo nei verbali di insediamento delle commissioni. Ma per il caso della moglie di Pagano, non è accaduto né l’uno né l’altro.
«SVISTA». Su questo, la polizia ha chiamato a testimoniare funzionari della Asl. La prima è stata Annalisa Di Giovanni, dipendente dell’ufficio Gestione risorse umane, sentita come persona informata sui fatti: «Di Giovanni», dice l’informativa della Mobile, «dichiarava di non essere riuscita a rinvenire le dichiarazioni di non incompatibilità e di aver interpellato la segretaria della commissione, Lazzarina Calogiuri, che prendeva atto della richiesta asserendo che vi era stata una svista».
«A VOCE ALTA». Anche Calogiuri è stata sentita come testimone: nel concorso vinto da Soldato, così rivela Calogiuri agli investigatori, le dichiarazioni di non incompatibilità sono state fatte «a voce alta» e non per iscritto: «Ogni componente della commissione, dopo aver scrupolosamente visionato l’elenco dei nominativi», dichiara alla polizia, «constatava l’assenza di motivi di incompatibilità con ogni candidato riferendoli ad alta voce ai presenti».
Oltre ai sospetti sulle 50 telefonate, però, c’è che Granchelli, nell’anno accademico 2004/2005, è stata relatrice della tesi di laurea della moglie di Pagano intitolata «Vantaggi e limiti del vaccino antivaricella».
«PROFITTO INGIUSTO». Squadra mobile e procura hanno calcolato in 45 mila euro l’«ingiusto profitto» assicurato a Soldato dalla commissione, «intenzionalmente». Ma non è l’unico vantaggio: il contratto semestrale della moglie di Pagano è stato prorogato e può essere rinnovato per 5 anni.
LEGGE NON RISPETTATA. Secondo l’indagine, nella composizione della commissione non è stata rispettata una legge, dpr 483/1997, citata però alla base del bando. Ascoltato come testimone, Vero Michitelli, dirigente del dipartimento Affari legali e del Personale, racconta alla polizia che la legge non è stata applicata fino in fondo per concludere il concorso «in tempi rapidi».

Di Nisio: pronto a fare nuove rivelazioni sulla Asl
Parla il consigliere dell’Idv autore della denuncia: «Lo rifarei»

L’ex revisore dei conti: chiesi gli atti sospetti e D’Amario mi denunciò l’inchiesta mi dà ragione

PESCARA. «Gli elementi emersi dall’inchiesta della squadra mobile e della procura di Pescara sul concorso della Asl vinto dalla moglie di Nazario Pagano sono la dimostrazione che io, ex presidente dei revisori dei conti della Asl, ci ho visto bene». Parla così Fausto Di Nisio, consigliere comunale dell’Idv ed ex presidente del collegio sindacale della Asl. È di Di Nisio la denuncia che ha fatto partire l’indagine sul concorso vinto da Graziella Soldato. «Sono pronto a fornire ulteriori elementi di riflessione agli investigatori», annuncia Di Nisio alla vigilia degli interrogatori dei tre indagati in questura. Non dice di più, Di Nisio: «Notizie riservate e da approfondire. Comunque, ricordo che, dopo una mia richiesta ufficiale di chiarimenti sul concorso vinto da Soldato, il direttore generale della Asl Claudio D’Amario ha cominciato a ostacolarmi. Le mie richieste sono state uno dei motivi che hanno portato D’Amario a presentare un esposto contro di me ai ministeri dell’Economia e della Salute». Per D’Amario, Di Nisio ha usato il suo ruolo di revisore per fare politica: «Ma l’esposto è stato archiviato», ricorda Di Nisio, «mentre per quel concorso tre dirigenti della Asl sono indagati. Per fare un paragone calcistico, D’Amario con me sta perdendo: 2-0».
Il consigliere Idv dice che la Asl deve ripartire dalla «meritocrazia»: «Forse, adesso, c’è uno spiraglio per iniziare a premiare davvero i meriti», dice, «mi auguro che chiunque sia chiamato a selezionare la futura classe dirigente lo faccia nel rispetto della legge e senza condizionamenti politici. Se una persona è parente di personaggi noti e importati ma è capace, sono certo che riuscirà a essere assunto a prescindere dal nome e dal cognome che si porta dietro. Io non dico che la moglie di Pagano non sia all’altezza del ruolo che ricopre, penso soltanto che quella commissione non avrebbe dovuto esaminarla».
Nella sua denuncia, Di Nisio rivela che tra Pagano e Antonio Caponetti, presidente della commissione, c’è una «relazione amicale» ma l’indagine non l’ha confermato: «Io ho parlato di un’amicizia nota negli ambienti politici. Inoltre, prima di fare la denuncia ho appreso notizie da fonti autorevoli e vicine a Pagano. Poi, non è compito mio acclarare retroscena».

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