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Pescara, 05/04/2026
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Data: 03/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi: sì, stampiamo gli euro in Italia. Il governatore dà ragione a Berlusconi che smentisce: la mia era solo una battuta

Il presidente: meglio redditi con l’inflazione che nessun lavoro

PESCARA. «L’idea di Berlusconi di fare stampare l’euro dalla nostra Zecca non è pazza per niente». Erano le 10,30 di ieri mattina quando Gianni Chiodi ha postato questo messaggio sulla sua bancheca di Facebook. Non sapeva, il presidente della Regione, che qualche ora dopo a giudicare una battuta l’idea di stampare in Italia gli euro sarebbe stata giudicata come «una battuta» dallo stesso ex premier. «Non l’ha spiegata in tutti i suoi risvolti», scriveva Chiodi sul social network a proposito dell’idea del leader del Pdl, il suo partito, aggiungendo: «In ogni caso, bisognerà stringere molto la cinghia e impoverirsi un po’ (o con le tasse o con l’inflazione, e in entrambe le ipotesi con una riduzione del welfare state). Ma con il meccanismo della svalutazione e dell’inflazione, le nostre imprese saranno più competitive e potrebbero riassumere (meglio un lavoro con reddito soggetto all’inflazione che nessun lavoro e nessun reddito). Ovviamente i grandi gruppi finanziari italiani saranno contrari: perderebbero infatti un mucchio di soldi. Anche per i giovani sarebbe meglio perché avrebbero più chance di lavoro e su di loro graverebbe un debito pubblico meno pesante, perch l’inflazione lo ridurrebbe in termini reali».
Due ore dopo, la marcia indietro di Berlusconi affidata a una nota ufficiale: «Che una battuta, detta “intra moenia” con ironia, venga scambiata per una proposta, certamente grave per chi dice di fare informazione politica. Ma è preoccupante che venga presa a pretesto per costruirci sopra teorie stravaganti per inventare una nuova linea politica mia o del Pdl. Non è bastato che io stesso la definissi un’idea pazza per chi evidentemente persegue finalità diverse da quelle di informare».
La giornata, per il governatore, era iniziata con una visita - nella sua veste di commissario alla ricostruzione dell’Aquila - a Cavezzo, il comune emiliano in provincia di Modena, dove è stato allestito un campo per i soccorsi dalla Protezione civile d’Abruzzo, per portare un messaggio di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto e un saluto ai soccorritori abruzzesi. «Che calore!!!», ha commentato sempre su Facebook, Chiodi. «In tutti i sensi. Ho detto loro che la nostra non è solo solidarietà ma sopratutto gratitudine. Per questo, forse, siamo stati efficientissimi. Complimenti alla protezione civile regionale, ai volontari e un “bravissimo” agli alpini. Per ora, a sentire le persone della zona, l’Abruzzo è quello che si è mosso meglio. Ne sono fiero!».

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