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Pescara, 05/04/2026
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Data: 03/06/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Famiglie indebitate fino al collo. Allarmanti le cifre per l’Abruzzo diffuse dalla Banca d’Italia Maglia nera a Pescara: il dato medio è di circa ventimila euro

PESCARA Famiglie abruzzesi sempre più indebitate con il sistema bancario. Il fenomeno, accentuato dalla crisi internazionale, è in linea con le tendenze in atto nel resto del Paese, ed è legato all’accensione di mutui per l’acquisto della casa, a prestiti per l’acquisto di beni mobili, al credito al consumo e a finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Alla fine del 2011, tra le quattro province della regione, è Pescara a mostrare il valore più elevato: nel capoluogo adriatico il debito medio di ogni famiglia consumatrice ammonta a circa 20 mila euro. A rivelarlo sono i dati forniti dalla Banca d'Italia, elaborati dalla Cgia di Mestre, che collocano il capoluogo adriatico al trentottesimo posto sulla scala nazionale, davanti a tutte le province del Mezzogiorno, ma anche a realtà del Settentrione come Torino, Piacenza e Udine. Le località del Paese maggiormente esposte con le banche sono quelle del nord Italia, dove si concentrano i livelli di reddito più elevati: in queste zone le quote di indebitamento medio sono state condizionate dalle politiche di investimento realizzate dalle famiglie più ricche che, dopo l’avvento della crisi finanziaria, hanno intensificato l’accensione di mutui per l’acquisto o la ristrutturazione di beni immobili. Più virtuose le realtà familiari del sud, dove i livelli di esposizione appaiono decisamente contenuti. Nella fascia più bassa si collocano anche Teramo (15.370 euro a famiglia), Chieti (14.376 euro a famiglia) e L'Aquila (14.300 euro a famiglia). I dati, tuttavia, evidenziano una crescita diffusa delle esposizioni, che non risparmia l'Abruzzo. La provincia di Teramo, con una variazione del 45,8% rispetto al 2008, l'anno in cui ha inizio la crisi internazionale, è undicesima in Italia per aumento del debito delle famiglie consumatrici. A livello regionale seguono Pescara (+41,9%) e, più distanziate, L'Aquila (+36,4%) e Chieti (+35,4%). Il comprensorio teatino è l'unico ad assestarsi al di sotto della media nazionale, che mostra un incremento del debito delle famiglie pari al 36,4%. Lo spauracchio, di questi tempi, è rappresentato dal rischio di una bolla immobiliare. La sua esplosione comporterebbe un crollo dei prezzi delle abitazioni e innescherebbe un meccanismo di negative-equity, con molti cittadini che si ritroverebbero debiti ipotecari superiori ai valori correnti delle proprietà. Alcuni segnali, in tal senso, giungono dalla vicina Roma, la città con il più alto indebitamento delle famiglie consumatrici, dove cresce il numero delle persone che hanno difficoltà a pagare i mutui sulla casa, aumentano considerevolmente i livelli di invenduto e i costruttori hanno iniziato a ridurre sensibilmente i prezzi degli immobili. I cittadini abruzzesi risentono della recessione e vedono diminuire la propria ricchezza, ma nel complesso l'indebitamento delle famiglie italiane è ancora contenuto, soprattutto se raffrontato agli altri Paesi del globo. La vulnerabilità finanziaria della popolazione finora è stata limitata, in particolare grazie al basso livello dei tassi d'interesse applicati sui mutui. Tuttavia, se nel 2011 i costi per i pagamenti dei debiti sono rimasti stabili all'11% del debito disponibile, a partire dall'inizio dell'anno i tassi hanno preso a salire.

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