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Data: 03/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi: stampare moneta la mia era solo una battuta

Cicchitto: non inseguiamo Grillo. Gasparri: esecutivo in affanno

ROMA - La «pazza idea» di riprendere a stampare euro con la nostra Zecca di Stato era solo una battuta. Una provocazione. Ed è grave che i media abbiano voluto equivocare. L’ex premier Silvio Berlusconi, a 24 ore di distanza dall’assemblea plenaria dei gruppi parlamentari del Pdl in cui l’ha pronunciata e dopo che la «pazza idea» ha campeggiato ovunque, compresa la sua pagina Facebook , fa retromarcia. Ma non manca chi, tra i suoi, prende in seria considerazione la proposta e la commenta entusiasta. Anche perché malumori e insofferenze nei confronti del premier attuale, Mario Monti, non solo non mancano, dentro il Pdl, anzi crescono di giorno in giorno. Al punto che Maurizio Gasparri, presidente del gruppo pidellino al Senato, si chiede retoricamente: «Che senso ha sostenere un governo sempre più in affanno?».
Del resto, siamo alla vigilia di una settimana cruciale, con il fiscal compact e la spending review in discussione al Senato mentre sul ddl anticorruzione alla Camera il Pdl è già sulle barricate. Berlusconi cerca di stoppare le polemiche con una nota ufficiale: «Che una battuta - scrive - detta, tra l’altro, intra moenia, con ironia e col sorriso, venga scambiata per una proposta, è cosa certamente grave per chi dice di fare informazione politica. Ma è addirittura preoccupante che venga presa a pretesto per costruirci sopra teorie stravaganti su presunte mie prossime mosse o per inventare una nuova linea politica mia o del Pdl». Il riferimento sembra rivolto a chi ci ha voluto leggere una svolta grillina del Cavaliere poco gradita ai maggiorenti del Pdl, specie se moderati. C’è, però, chi apprezza. «Aiuterebbe la competitività delle nostre imprese», dice il governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi, mentre Margherita Boniver chiede di studiare «un’uscita controllata dall’Euro». Era una frase «volutamente provocatoria», stempera invece Ignazio La Russa, «ma esprime un concetto di fondo: serve una banca europea di riferimento per l’Euro». «Berlusconi - è l’esegesi del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto - ha volutamente usato espressioni provocatorie per porre tutti di fronte a un problema di straordinaria gravità». Ma nessun inseguimento di Grillo, assicura.
Il Cavaliere, continua Cicchitto, ha lanciato un grido d’allarme, «ma anche dare una indicazione politica al premier Monti che dovrebbe sostenere in Europa la necessità di una svolta su temi decisivi quali ruolo della Bce ed Eurobond». Per la Lega Nord non vi sono dubbi: «La marcia indietro di Berlusconi - dice il vice capogruppo alla Camera, Maurizio Fugatti - è la dimostrazione della sudditanza ai diktat dell’euroburocrazia». Intanto, l’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti difende la sua politica economica e attacca il suo stesso ex premier: «Quando Berlusconi - dice parlando alla radio tedesca – decide di farla lui, la politica economia, chiede lui la lettera alla Banca d'Italia e arriviamo a una crisi che tuttavia, dopo Monti, ci vede con una economia meno forte di prima». «Se Berlusconi facesse sul serio – chiude il leader della Destra, Francesco Storace - si riaprirebbe la partita». Se, appunto.

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