Per ripartire va svuotata subito la vasca di colmata
PESCARA Svuotare la vasca di colmata è l’unica soluzione praticabile per far ripartire il dragaggio. Se ne parla oggi nella sede della Regione dove il presidente Gianni Chiodi ha convocato il provveditore interregionale alle opere marittime Donato Carlea. Proprio con Carlea ce l’hanno tutti i soggetti che negli ultimi due anni si sono occupati della drammatica situazione in cui versa il porto. Al Provveditorato, infatti, vengono addebitate gran parte delle responsabilità del mancato o lacunoso intervento di pulizia dei fondali. Mascia, in particolare, è sicuro che la svolta può arrivare «dallo svuotamento della vasca di colmata, dalla sua impermeabilizzazione e dal successivo reimpiego per depositarvi i nuovi fanghi dragati. Le recenti analisi dell’Arta hanno dimostrato che il materiale depositato nella vasca è ottimo e può anche essere riutilizzato, dunque Carlea non potrà lasciare Pescara prima di averci messo a disposizione la struttura con le relative autorizzazioni». Siamo ai toni ultimativi con un surplus di rabbia perché Mascia ricorda come «già due anni fa avevo detto al provveditore Carlea che per anni le amministrazioni di centrodestra e soprattutto di centrosinistra si erano avvalse della vasca di colmata per depositarvi e stoccarvi il materiale dragato, e la vasca era la stessa che abbiamo oggi. Il Ddt non si produce più da vent’anni, quindi i vecchi fanghi non potevano essere di qualità migliore rispetto a quelli odierni». La vasca viene ritenuta la soluzione migliore anche perché può contenere fino a 400mila metri cubi di detriti, in pratica tutta la quantità necessaria per restituire la profondità necessaria ai fondali e rendere il fiume nuovamente navigabile. «La mia proposta venne rifiutata - aggiunge il sindaco - proprio dal Provveditorato che è competente in materia. Ora salta fuori che le analisi fatte sul materiale depositato nella struttura improvvisamente sbloccano la situazione e dimostrano che la vasca si può anche svuotare del suo contenuto, in pratica abbiamo perduto due anni di tempo». Sui danni all’economia cittadina e sul rischio di esondazione del fiume, provocati dal mancato dragaggio, il presidente di Confcommercio Ezio Ardizzi ha chiesto, in una lettera inviata al Quirinale, l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.