PESCARA. «Io non posso rischiare la testa». Avrebbe detto così uno dei dirigenti più potenti della Asl di Pescara per giustificare presunti errori e «tempi rapidi» nelle nomine della commissione d’esame che ha giudicato Graziella Soldato, moglie del presidente Pdl del consiglio regionale Nazario Pagano. A riferirlo ai poliziotti che indagano sul concorso per un posto a tempo determinato da dirigente medico nel servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica è stato un ex revisore dei conti della Asl, Giuseppe Ciattoni. Sotto inchiesta, per abuso d’ufficio, ci sono 3 dirigenti Asl che hanno fatto parte della commissione: il presidente Antonio Caponetti, 53 anni di Montesilvano, e gli altri 2 componenti, Carla Granchelli, 59 anni di Pescara, e Giancarlo Diodati, 59 anni di Pescara. In mano all’accusa ci sono 50 telefonate e sms tra Soldato, vincitrice del concorso con uno scarto di 0,795 punti sulla seconda classificata grazie a una prova orale giudicata «molto brillante» dopo uno scritto da sesto posto, e la commissione tra il 15 febbraio 2010 e il 31 marzo e anche nel giorno dell’esame, il 10 marzo. Per l’accusa, poi, i 3 indagati non hanno sottoscritto le dichiarazioni di non incompatibilità verso i candidati dell’esame nascondendo così «rapporti stretti» con la moglie di Pagano: nell’anno accademico 2004/2005, Granchelli è stata anche la sua relatrice della tesi di laurea. A fronte di queste presunte irregolarità, è stato calcolato in 45 mila euro l’«ingiusto profitto» per Soldato.
DENUNCIA. Nella denuncia che ha fatto partire l’inchiesta, presentata dal consigliere comunale dell’Idv ed ex presidente dei revisori dei conti della Asl Fausto Di Nisio, si parla anche di una legge non rispettata sulle nomine della commissione. Su questo, la squadra mobile ha scoperto che una legge, il dpr 483 del 1997, non è stata applicata fino in fondo nel concorso vinto dalla moglie di Pagano. Perché? «Per non perdere tempo».
CIATTONI. Il primo testimone ascoltato dalla polizia è stato Ciattoni: «Io e Di Nisio», rivela l’ex revisore, «avevano sollevato dubbi sulla regolarità della commissione in quanto mancava il membro nominato dalla Regione Abruzzo». Per Ciattoni, il direttore del dipartimento Affari legali e del Personale Vero Michitelli «rispondeva che la Regione, come già in altre occasioni, non aveva provveduto alla nomina. A dire di Michitelli, per non recare disservizi ai cittadini, in quanto avrebbero perso altro tempo nel nominare la commissione ritardando il concorso, lo avevano bandito senza membro regionale». Nel primo dei 6 rapporti al pm Mirvana Di Serio, la Mobile scrive: «Ciattoni asseriva di aver intuito, nonostante Michitelli non lo avesse affermato chiaramente, che la commissione era stata una scelta obbligata riferendo, come giustificazione, che non poteva “rischiare la testa”».
MICHITELLI. Anche Michitelli è stato sentito come testimone: «Michitelli riferiva che esiste una prassi alla Asl in base alla quale le commissioni che selezionano il personale a tempo determinato sono interne». Sulla legge non applicata, Michitelli dichiara: «Il dpr 483/97 disciplina le selezioni del personale a tempo indeterminato e, nel caso (della moglie di Pagano, ndr), si tratta di una selezione a tempo determinato per la quale non è prevista una specifica normativa. Per l’ammissione dei candidati al concorso, a dire del Michitelli, si fa riferimento al dpr ma per la nomina della commissione ciò non è possibile». Perché?, chiede la Mobile. «Si ha necessità di nominarla con celerità per ottenere un vincitore in tempi molto rapidi. Michitelli, aggiungeva che, nel bando, avevano menzionato che la commissione sarebbe stata presieduta dal direttore sanitario (Fernando Guarino, ndr) affiancato dai 2 componenti scelti dal direttore generale (Claudio D’Amario, ndr), per permettere che il concorso potesse svolgersi in tempi rapidi».
GLI INTERROGATORI
Domani faccia a faccia tra indagati e investigatori
I 3 dirigenti Asl in questura per rispondere alle domande sulle 50 telefonate e gli atti non firmati
PESCARA. Faccia a faccia tra i 3 indagati e gli investigatori della squadra mobile. Sono fissati a domani gli interrogatori dei dirigenti Asl finiti sotto accusa per il concorso vinto dalla moglie del presidente Pdl del consiglio regionale Nazario Pagano. Il presidente della commissione Antonio Caponetti e gli altri 2 componenti, Carla Granchelli e Giancarlo Diodati dovranno presentari in questura accompagnati dai loro avvocati. Ad aspettarli troveranno gli agenti della squadra mobile che, su delega del pm Mirvana Di Serio, faranno le domande sui punti oscuri del concorso.
L’indagine della squadra mobile, coordinata dal dirigente Pierfrancesco Muriana (foto), è portata avanti dal sovrintendente Amerino Verì e, domani, ci sarà anche Verì di fronte agli indagati. Perché tra Soldato e la commissione ci sono state 50 telefonate e sms in un mese e mezzo e anche nel giorno dell’esame?, potrebbe essere questa la prima domanda. E poi: perché le dichiarazioni di non incompatibilità non sono state firmate?, un’altra domanda possibile. Ma non è detto che gli interrogatori dei dirigenti Asl chiariscano il caso: Caponetti, Granchelli e Diodati potrebbero rispondere alle domande ma potrebbero anche decidere di non farlo e avvalersi della facoltà di non rispondere.
Dopo la notifica degli avvisi di garanzia, gli interrogatori di domani sono una tappa d’avvicinamento alla chiusura dell’inchiesta che potrebbe arrivare nel giro dei prossimi 3 mesi.