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Data: 04/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Scuola, Pd e Cgil bocciano la riforma. Il progetto di Profumo nel cdm di mercoledì. Ai più bravi sconti di tasse e più possibilità

LO SCONTRO POLITICO Fioroni: la qualità va garantita a tutti Nella proposta anche la card “Io merito”

ROMA. Strada sbagliata, operazione demagogica e propagandistica. Pd, sindacati e Idv bocciano la riforma della scuola e dell’università che il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo porterà mercoledì prossimo in consiglio dei ministri.
Sconti di tasse per i più bravi e sgravi fiscali per le imprese che assumono i laureati migliori che si potranno laureare con un anno di anticipo e potranno iscriversi a due facoltà contemporaneamente. Obiettivo: premiare il merito. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo anticipa a Repubblica la riforma della scuola e dell’università che sarà esaminata dal governo il 6 giugno. Ma dal Pd arriva un netto no al pacchetto che per altro non piace in toto neanche al Pdl, Gelmini esclusa. «La scuola italiana è una grande risorsa per il Paese: la nostra scuola deve avere l’ambizione di essere per tutti di qualità, l’emergenza rispetto all’Europa non è la certificazione del merito ma la grande dispersione scolastica e le competenze dei nostri studenti che sono sotto la media Ocse», avverte il democratico Giuseppe Fioroni. Per l’ex ministro dell’Istruzione non c’è nessun bisogno di «una politica degli specchietti e di interventi mirati a garantire l’eccellenza per pochi».
In ogni scuola superiore sarà identificato lo studente dell’anno, scelto tra chi ha avuto 100 alla maturità e i migliori risultati negli ultimi tre anni. Tenendo conto anche del reddito il «piccolo genio» avrà sconti fino al 30% sulle tasse universitarie e una card, «io merito», con sconti in musei e trasporti. Come in altri paesi europei ci si potrà iscrivere in due facoltà contemporaneamente e con una media alta ci si potrà laureare con un anno di anticipo. Diventano prassi le Olimpiadi in sette materie diverse tra cui matematica, italiano e astronomia. Il pacchetto prevede sgravi fiscali per le imprese che assumono i più bravi a tempo indeterminato, entro tre anni dalla laurea. Incentivi e premi anche per i docenti migliori. I professori, per combattere l’assenteismo, dovranno garantire 100 ore di didattica a stagione. Per i neo laureandi resta il numero chiuso a Medicina e Architettura. In ogni caso tutte le matricole dovranno sottoporsi a un test per capire se la facoltà scelta è quella giusta per loro.
Per attirare docenti dall’estero e internazionalizzare così gli atenei italiani ci saranno incentivi. Molto spazio anche per le Accademie e i Conservatori. Il ministero si impegna a sostenere le istituzioni di alto valore artistico e a sostenere progetti in campo musicale.
«Questa riforma ce la chiede l’Europa della cultura e del lavoro», dichiara Profumo promettendo entro l’estate un bando di concorso per 300mila insegnati.
Sul piede di guerra sindacati e sinistra. Il più agguerrito è Mimmo Pantaleo, della Flc Cgil. «E’ un’operazione demagogica che non risolve i veri problemi della scuola e dell’università che sono la mancanza di un serio diritto allo studio, la riduzione delle risorse e i tagli fatti dal governo precedente», spiega. Sulle risorse insiste anche Massimo Di Menna, della Uil Scuola chiedendo un intervento sugli sprechi nell’amministrazione pubblica per rimpinguare la magre casse dell’istruzione italiana. Di Memma chiede inoltre un segnale sugli stipendi dei docenti, tra i più bassi dell’Unione europea.

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