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Pescara, 05/04/2026
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Data: 05/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
De Laurentiis, le regionali e il nuovo Abruzzo Moderno «Un progetto di ricostruzione fuori dai vecchi schemi»

PESCARA - Quattro anni lontano dall'attività parlamentare, ma non dalla politica. Consigliere di amministrazione della Rai e leader abruzzese dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis sembra essere tornato allo start. Questa mattina, alle 11, al Caffè letterario di Pescara, la presentazione dell'associazione Abruzzo Moderno. Preludio a qualcosa di importante, assicurano gli amici. Lui frena, lasciando capire che non è ancora il tempo degli annunci. Ma i messaggi all'esterno sono molti.
Il centrodestra non gode di buona salute dopo le amministrative. Il centrosinistra sembra fiutare l'aria buona e scalpita per tornare alla guida della Regione ma, proprio questa aspettativa di vittoria, rischia di affollare l'elenco dei pretendenti alla successione di Gianni Chiodi, complicando un po' le cose. Molti fanno anche il suo nome.
«Da quattro anni sono lontano dal Parlamento ma continuo a ricevere persone, ordini e categorie professionali. Chiedono aiuto, suggerimenti. Questo significa che il lavoro svolto nelle precedenti legislature è stato positivo. La gente continua a cercare interlocutori nella politica, che oggi sembra avere perso la sua credibilità».
Dunque, c'è anche De Laurentiis nel super match per Palazzo delle Aquile?
«Io continuo ad essere un cittadino di questa regione, ho l'Abruzzo nel cuore. Oggi dobbiamo soprattutto capire qual è la cura per farla uscire dalla crisi. Credo che la situazione generale, i vari indicatori economici e sociali, ci suggeriscano che è venuto il tempo di cambiare rotta. Questo è possibile solo all'interno di un grande progetto di ricostruzione che sappia riunire le persone e le idee migliori, fuori dai vecchi schemi del passato. Il resto sono fantasie».
L'Udc, il Terzo Polo, Montezemolo, la nuova legge elettorale. Tutto sembra legarsi e la situazione resta fluida. Qual è il quadro delle alleanze che si sente di prefigurare da qui alle prossime politiche e regionali del 2013?
«Le alleanze sono quelle che riproducono il lavoro costante di questo ultimo periodo, l'approdo ad una politica credibile»".
In sintesi?
«Ci auguriamo che il lavoro fatto dall'Udc e dai movimenti cattolici sul Partito democratico sia portato presto a compimento. E' evidente che questo avrà degli effetti anche sulla nostra regione».
Lei non è mai stato troppo tenero con la Giunta Chiodi ma il governatore della Regione sembra ormai lanciato verso la candidatura bis. Se l'aspettava?
«Non mi sono mai preoccupato di questo. Negli ultimi anni ho solo cercato di stimolare il governo regionale a sviluppare una politica inclusiva, a fare meglio chiamando a corresponsabilità anche le altre forze politiche, e questo nell'interesse generale. Certo, a volte ho anche richiamato l'attenzione sulle cose che non andavano. Ad esempio sulla vicenda della sanità. Perché sistemare i conti tagliando servizi e ospedali è una mera operazione ragionieristica, di cui c'è poco da vantarsi. Troppo facile».
La sua ricetta?
«Ripeto, la grande scommessa era quella di mantenere i servizi e di avviare una grande fase di rilancio del sistema sanitario che puntasse a raggiungere la massima efficienza delle strutture presenti sul territorio. Oggi il fatto che molti cittadini vadano a curarsi in altre regioni è una spia drammatica del disagio vissuto dal sistema sanitario abruzzese».

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