C’era una volta, nella Prima Repubblica, l’abitudine di asfaltare strade, sostituire lampadine, iniziare i lavori dei marciapiedi e promettere posti di lavoro prima delle elezioni. Tanto fumo negli occhi, ma spesso anche un po’ di arrosto per un elettorato «affamato». Due Repubbliche dopo, gli interessi non sono cambiati, ma gli usi e i costumi sono necessariamente diversi perché le casse sono vuote e i debiti non sono più possibili. Prima delle elezioni non si asfaltano strade, non si sostituiscono neanche le lampadine, non si iniziano i lavori per la realizzazione dei marciapiedi, si fanno, però, promesse su opere che non vengono poi realizzate. Tanto fumo, neanche un po’ di arrosto per un elettorato, sempre «affamato», che ormai non crede più, anche se continua a coltivare la speranza di un’illusione.
«Quando le promesse non vengono mantenute sono come sabbia che scivola tra le mani... lasciando granelli di sfiducia» (Fiorella Cappelli) e gli aquilani hanno molti buoni motivi per nutrire sfiducia in una classe politica che ha promesso la riapertura dei cancelli dello stadio di Acquasanta, di far tornare i ragazzi a correre e a pattinare a Centi Colella e al palasport di viale Ovidio, di vedere piazza d’Armi trasformata in un’area attrezzata e che ha, addirittura, tagliato il nastro del nuovo mercato ambulante di piazza d’Armi, ancora mestamente senza ambulanti. «La miglior dote dei peggiori politici è l’ipocrisia; quella dei peggiori giornalisti è di mascherarla» (Carl William Brown) e spesso la si maschera semplicemente non ricordandola e sottolineandola. Il 17 novembre di un anno fa, l’allora assessore Giampaolo Arduini spiegava «che a breve il Comune si dedicherà al ripristino del campo di calcio di piazza d’Armi che sarà riservato al rugby», ma quel «breve» non è oggi e nel campo ha trovato posto e spazio solo il circo Amedeo Orfei. E il progetto dell’impianto sportivo innovativo? L’architetto Vincenzo Perinelli, sempre il 17 novembre di un anno fa, affermava: «Se si riesce a fare la gara entro l’anno, dopo un mese si potranno consegnare i lavori che a febbraio potrebbero cominciare...». E il sindaco Massimo Cialente aggiungeva profeticamente: «Il ritardo con cui cominceranno i lavori, non è colpa nostra, è che i fondi sono arrivati con lentezza». E, adesso, perché piazza d’Armi è ancora un bivacco? L’unico lavoro portato a termine è stato l’abbattimento della struttura degli spogliatoi e del custode, con le macerie lasciate sul posto per la desolante conferma. Non viene assicurata neanche la pulizia del poco verde ed è meglio fermarsi senza parlare di bottiglie, immondizia, materiale sparso, perché fa solo male scattare una fotografia così indecorosa.
I lavori dello stadio di Acquasanta avrebbero dovuto iniziare a primavera e durare sei mesi, ma sono visibili ancora i segni del «passaggio» della tendopoli e non c’è luce in fondo al tunnel. Il 12 gennaio scorso, Arduini, per la verità, già parlava di «ritardi rispetto alla tabella di marcia», quasi arrendendosi: «Più di così non si può fare». Per il palasport di viale Ovidio, invece, «a maggio dovrebbero partire i lavori», ma a giugno non sono ancora partiti. Ed eccoci al nuovo mercato ambulante a piazza d’Armi, inaugurato il 29 aprile, anche se senza parcheggi e viabilità, «alla presenza di mezza giunta comunale, del sindaco Massimo Cialente, che ha tagliato il nastro, del soprintendente Donato Carlea e del gotha della Confcommercio», una grande spianata di cemento con tante linee e molti lampioni, che avrebbe dovuto ospitare una sessantina di ambulanti dal 16 maggio. L’apertura è slittata, tra polemiche e rimpalli di responsabilità. «Cialente - fu l’accusa di Giorgio De Matteis - voleva a tutti i costi dare un’immagine di efficienza utilizzando la piazza per fini elettorali». Ipse dixit. «Le promesse in politica si possono anche non mantenere, ma bisogna saperle fare» (Roberto Gervasio) e il fallimento di questa è clamoroso, non passa inosservato ed è un pessimo antipasto del futuro pranzo amministrativo, in cui la frutta e il caffè sono già serviti da ex mattatoio, master plan di Collemaggio, parco delle acque a Borgo Rivera, piano aree bianche, casette e mense scolastiche.