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Pescara, 05/04/2026
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05/06/2012
Il Centro
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Sviluppo, assunzioni detraibili al 100% Il provvedimento al prossimo cdm, ma non ci sarà la compensazione dei crediti delle imprese |
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ROMA. Il grido d’allarme sulla crisi che colpisce quasi trenta milioni d’italiani lanciato dal Ministro Passera ha lasciato molte perplessità sia negli ambienti sindacali che imprenditoriali. Sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbero però arrivare i provvedimenti per lo sviluppo che stanno prendendo forma. Poche le risorse disponibili, per cui «saranno a costo zero o quasi» precisano dal quartier generale del ministero dello Sviluppo economico che sta coordinando gli interventi. In tutto 38 articoli, un lavoro impegnativo che sta mettendo alla frusta i tecnici dei vari ministeri e spostando in avanti la riunione di governo, inizialmente prevista per domani ma che a questo punto potrebbe slittare a venerdì. Oltre al capitolo dedicato alle semplificazioni per lo sviluppo di nuova imprenditoria e il taglio notevole di autorizzazioni e burocrazia, che riguarderà tutti i settori economici, il decreto punta a migliorare gli effetti degli incentivi alle imprese rimodulando tutti gli sgravi di natura fiscale e mirando alla creazione di nuova occupazione. Risorse più consistenti arrivano invece dallo sblocco dei fondi già disponibili per le aree di crisi, dai nuovi accordi di programma. Dai capitoli dei fondi europei si attingerà per le opere infrastrutturali di strade, porti e aeroporti e per gli investimenti in favore della green economy. Ridimensionato, almeno in questo primo intervento, il bonus assunzioni che è limitato al personale qualificato. Non ci sarà più il riferimento alla ricerca e lo sviluppo ma sono state aumentate le spese ammissibili al credito d’imposta al 100% e fino a un tetto di 300 mila euro. Il diritto a fruire del beneficio fiscale però decade se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, o di due anni nel caso delle piccole e medie imprese. Non trova invece spazio nella bozza di questo primo decreto la norma che riguardava i limiti di compensazione dei crediti fiscali. «Non è tramontata», spiegano i tecnici, ma è solo rimandata a un provvedimento ministeriale. Il capitolo degli incentivi alle imprese, dotato di un fondo di circa 600 milioni di euro, comprende poi la moratoria per i finanziamenti agevolati con la sospensione per dodici mesi del pagamento della quota capitale delle rate. Per le imprese non quotate, medie e piccole, arrivano anche nuove forme di finanziamento con i cosiddetti”mini bond”, ovvero cambiali finanziarie e obbligazioni la cui emissione deve essere assistita da uno sponsor. Per agevolare questi titoli è concessa la deducibilità degli interessi. Con l’obiettivo di favorire la creazione d’impresa è estesa a tutti e non più limitata agli under 35, anche la Srl semplificata a 1€. Tra le decisioni contenute nel pacchetto sviluppo che faranno discutere c’è poi quella già ribattezzata sblocca centrali e che sarà inserita nel decreto infrastrutture. Alcune norme riguardanti le infrastrutture energetiche consentono di bypassare le Regioni in materia di autorizzazioni. E’ il caso degli impianti legati al ciclo dei rifiuti ma soprattutto a quelli di rigassificazione di gas naturale. Il ministero dello Sviluppo economico stima che per varie ragioni sarebbero bloccati da burocrazia e altri intoppi, investimenti del valore di 10 miliardi di euro nella gran parte a capitale privato.
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