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Data: 10/01/2007
Testata giornalistica: Trambus
Liberalizzazioni, l'Antitrust chiede l'apertura del mercato dei servizi pubblici «Riforma urgente per aprire i mercati e tutelare i consumatori»

"Rivedere la normativa dei servizi pubblici locali per consentire un'effettiva apertura del mercato e garantire un assetto maggiormente concorrenziale del settore anche a tutela dei cittadini in quanto consumatori". E' quanto chiede l'Antitrust in una segnalazione inviata, tra gli altri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, ai Ministri dello Sviluppo Economico e degli Affari Regionali e alla Conferenza Unificata. Per l'Autorità la riforma dei servizi pubblici locali è tanto più urgente in considerazione di un'interpretazione distorsiva della disciplina attuale, alla quale è necessario porre fine. Per questo nella segnalazione si chiede alle autonomie locali di interpretare la normativa esistente in maniera rigorosa, in conformità ai principi di concorrenza stabiliti dall'ordinamento comunitario e nazionale. In tal senso, secondo l'Antitrust, il disegno di legge delega in materia di servizi pubblici, approvato dal Consiglio dei Ministri nel giugno scorso, potrebbe andare nella giusta direzione. Tuttavia in quel testo, suggerisce, vanno inserite alcune più precise indicazioni sulle situazioni eccezionali che giustificano l'affidamento "in house". Andrebbero inoltre istituiti organismi indipendenti ed altamente specializzati - superando le situazioni di conflitto di interesse che oggi invece rappresentano la regola - in grado di controllare le modalità di affidamento dei servizi e soprattutto le tariffe e la qualità dei servizi resi. Per l'Autorità il disegno di legge del Governo può raggiungere lo scopo di aprire realmente il mercato dei servizi pubblici locali alla concorrenza. Infatti il ddl demanda al Governo l'adozione di un apposito decreto che consenta solo eccezionalmente il cosiddetto affidamento in house, e contestualmente stabilisce l'impossibilità per tali società di "svolgere, né in via diretta, né partecipando a gare, servizi o attività per altri enti pubblici o privati". Inoltre, secondo l'Antitrust, occorre introdurre anche alcune modifiche per evitare il rischio che l'attuale situazione di distorsione interpretativa stigmatizzata perduri anche in futuro, sotto la vigenza di una nuova normativa di riferimento.

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