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Data: 10/01/2007
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Alitalia, Alazraki ci prova ma i sindacati sono scettici. Presentato il piano-salvezza. Il finanziere vuole rompere col passato. Scenario pirotecnico, la replica

Roma. Una prima presa di contatto cui seguiranno nei prossimi giorni altri incontri che cercheranno di approfondire la possibilità di un'intesa. Questo il bilancio del confronto tra il finanziere-imprenditore milanese Paolo Alazraki e le organizzazioni sindacali di Alitalia (Uil esclusa) dedicato al master plan che il presidente della Real Dreams ha messo a punto per il rilancio della compagnia di bandiera.
«Per la mia cordata non ci sono problemi di soldi, ma è mia intenzione avere l'appoggio del sindacato prima di presentare la manifestazione di interesse all'acquisto il prossimo 29 gennaio», ha detto Alazraki precisando che la sua è un'iniziativa di "finanza etica" del valore di 5 miliardi euro. È stata, questa, solo la prima di una lunga serie di anticipazioni che i leader sindacali, pur travolti dal suo entusiasmo, hanno accolto con prudenza.
In sostanza, uno scetticismo di fondo, inevitabile in chi ha subito anni e anni di promesse deluse e di impegni traditi, che non ha però impedito di concedere la richiesta disponibilità al confronto. «Siamo stati travolti - ha detto il segretario nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi - da tante belle parole condivisibili, ma tutte da verificare». «Uno scenario quasi pirotecnico - ha confermato il segretario nazionale della Fit-Cisl Claudio Genovesi - ma in attesa di ricevere il documento con il piano che avremo nei prossimi giorni siamo distanti dal poter dare un giudizio di merito».
Anche fra le organizzazioni autonome e di categoria la prudenza è apparsa d'obbligo. «Di linee guida ne abbiamo viste tante - ha ribadito il segretario nazionale dell'Ugl Trasporto aereo Roberto Panella - poi la loro fattibilitàè un'altra cosa». Secondo Massimo Notaro, presidente dell'Unione piloti, «il problema è capire la fattibilità dei progetti e l'attendibilità degli interlocutori». Ancor più scettica l'Anpac secondo cui il masterplan di Alazraki «seppur coraggioso e comunque innovativo» non è«assolutamente applicabile all'attuale quadro europeo».
L'appuntamento di ieri è stato solo una prima tappa di un percorso che vedrà, già oggi, l'illustrazione del masterplan alla stampa estera a Milano e poi, come lui stesso ha detto, «un giretto intorno al mondo» nel corso del quale «prenderà contatti con banche olandesi, statunitensi, canadesi e di Dubai, nonché con due compagnie».
Ma cosa ha proposto Alazraki? Innanzitutto ha chiesto una pace sindacale di almeno due anni, ma con l'assicurazione che il suo gruppo entrerebbe in azienda facendo delle assunzioni. «Alitalia - ha spiegato- è fallita da tre anni, l'attuale management non ha rispettato l'impegno di conseguire il pareggio di bilancio a fine 2006. Il nostro piano è contrassegnato da una rottura completa con il passato, abbiamo il Cda già pronto che sarà composto da gente di successo con un'esperienza ventennale nel settore».
Quanto alle strategie, Alazraki ha detto che Alitalia dovrà volare dove adesso non vola, puntando, in particolare, sul Sudamerica e sul rinnovo della flotta: «Io sono pronto a "regalare" la Milano-Roma, io voglio le tratte da mille euro a posto, proprio dove l'Alitalia oggi non va e gli aerei sono tutti pieni».
Il finanziere ha poi sollecitato altri potenziali acquirenti a uscire allo scoperto e invitato la Consob a vigilare sulla trasparenza. Confermato anche il permanere dell'interesse su Eurofly di cui spera di acquisire il 19% da Meridiana.


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