Gran Sasso Teramano in perdita: i Fas non arrivano e sono stati tagliati
PIETRACAMELA. Il ritardo nell’arrivo dei fondi Fas è tale che non saranno sufficienti per la Gran Sasso teramano. Il consigliere regionale Claudio Ruffini dà conto di una sua interpellanza sull’argomento al presidente della Regione Gianni Chiodi.
In sostanza la Gran Sasso Teramano per realizzare la seggio-cabinovia che collega i Prati di Tivo alla Madonnina, costata 10 milioni di euro, ha contratto un mutuo in attesa dei fondi Fas. Che però ancora non arrivano, nè c’è stato un anticipo della Regione, come fatto per il porto di Pescara, ha fatto notare in aula Ruffini.
In particolare il consigliere regionale del Pd ha chiesto perchè è diminuita la quota del Fas per il progetto della funivia di Prati di Tivo; quando il finanziamento sarà disponibile per la Gran Sasso teramano e perché nel protocollo d’intesa per il rilancio della montagna non è previsto il comprensorio sciistico del Gran Sasso teramano i cui Comuni di Pietracamela e Fano Adriano sono inseriti nell’area del “cratere” del sisma. Ruffini ha ricordato che ‹‹la società Gran Sasso Teramano spa ha chiuso l’esercizio 2011 con una perdita di oltre 700mila euro perché sta pagando degli interessi per un mutuo contratto per impianti di risalita già realizzati e da finanziare con i fondi Fas promessi dalla Regione. La riduzione è stata operata dalla giunta regionale nel mese di giugno 2011, quando la stessa ha rimodulato il Piano Fas prevedendo una diminuzione della quota a disposizione degli impianti funiviari di Prati di Tivo (da 12,5 milioni di euro a 11,4 milioni). Ad oggi si deve inoltre tenere conto che la Gran Sasso Teramano spa ha già pagato circa 2 milioni di euro per gli interessi sui mutui contratti, una cifra considerevole che andrebbe ad abbattere ulteriormente l’eventuale disponibilità del Fas per gli impianti di Prati di Tivo››.
Sull’esclusione dal Protocollo d’intesa per il rilancio della montagna Chiodi, dice Ruffini ‹‹ha affermato che l’esclusione del comprensorio sciistico del Gran Sasso è dovuta al fatto che non erano stati presentati dei progetti specifici. A noi risulta esattamente il contrario, infatti la Gran Sasso teramano spa già nel 2010 aveva avviato una fase programmatoria e progettuale per il periodo 2010-2015. Questo protocollo, come dissi quasi un anno fa, assomiglia tanto ad una grande bufala››.
Chiodi ha comunque assunto l’impegno che le aree del Teramano escluse vengano finanziate attraverso una parte dei 100 milioni di euro che l’Abruzzo ha ottenuto di recente grazie a delle premialità. ‹‹Si tratta di 48,9 milioni di euro per attività ex Pain››, spiega Ruffini, ‹‹che a nostro parere devono essere destinati in parte per la sicurezza, l’ammodernamento degli impianti sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva. Inoltre per creare un vero comprensorio turistico servono investimenti mirati verso il comune di Crognaleto, in modo da avere una stazione turistica di primaria importanza in campo regionale e nazionale››.