Gentile Direttore, in una recente intervista, il presidente della Gtm Spa, in merito alla sopravvenuta tardiva esigenza di provvedere al ripristino del pacchetto stradale del percorso riservato al transito della filovia di Pescara, ha affermato testualmente quanto segue: «I lavori», ha spiegato il dottor Russo, «stanno procedendo in maniera spedita. Per quanto riguarda le opere civili, manca la stesura dei cavi perché non sono ancora pronte le sottostazioni elettriche. In questi giorni stiamo parlando con il Comune di Pescara per come sistemare il manto stradale. Credo che queste opere nel giro di qualche mese saranno terminate. Io spero che entro un anno si riesca a inaugurare l’opera. Occorrerà poi il tempo necessario per le prove e il collaudo della struttura che precederanno l’omologazione del Ministero dei Trasporti che potrebbe non arrivare prestissimo». Con una dichiarazione siffatta, a parte qualche perplessità sulla speditezza dei lavori, in verità eseguiti con scarsissimo impiego di maestranze, viene il dubbio che si voglia attribuire al Comune di Pescara, in forza dei consolidati rapporti non strettamente istituzionali, l’onere del rifacimento della sola copertina d’ asfalto della strada parco, peraltro inutile a garantire l’ ancoraggio dei magneti della guida elettronica in dotazione ai rotabili, che richiede viceversa una piattaforma adeguatamente stabilizzata in cemento armato.
Anziché parlare col vicesindaco Fiorilli, il quale dovrebbe pretendere che l’impianto sia realizzato a regola d’arte e reso in condizioni di perfetta funzionalità ed efficienza senza alcun coinvolgimento patrimoniale dell’Ente amministrato, il presidente della Gtm farebbe meglio a richiedere all’Ati aggiudicataria delle opere e, per questa, alla capofila mandataria Balfour Beatty Rail, il pieno rispetto degli obblighi contrattuali assunti. Sulla base delle prescrizioni del contratto d’appalto stipulato il 21 maggio 2007, il dottor Russo ben conosce che compete alla ditta esecutrice delle opere l’onere di garantire la tenuta strutturale del tracciato dedicato, la quale ha, per contro, incredibilmente sottostimato gli impegni assunti eseguendo, incautamente, l’interramento dell’elettrodotto, la palificazione e la costruzione delle banchine di sosta su un fondo stradale completamente usurato, giammai interessato dall’epoca della costruzione, che risale all’anno 2000 da interventi di ordinaria manutenzione. L’avvocato Fiorilli dovrebbe, per proprio conto, preoccuparsi delle disastrose condizioni dell’adiacente pista ciclabile, divenuta nel tempo impraticabile per le pericolosissime evidenti deformazioni procurate dalle radici dei pini maldestramente colà messi a dimora, in analogia a quanto verificatosi per l impianto di Viale Sabucchi.
Come si può affermare poi che la filovia sarà inaugurata entro un anno se le opere civili per l’instradamento del Phileas nei tratti a circolazione promiscua non sono mai iniziate? A Pescara occorre realizzare il nuovo tratto di strada parco e relativi servizi per il collegamento di viale Leopoldo Muzii con la rotatoria di via Michelangelo e, analogamente, nel Comune di Montesilvano non si conosce ancora il percorso del rotabile per le insormontabili difficoltà d’instradamento del medesimo nella tratta da viale Europa al Centro Congressi, posto che la prevista soluzione di via Foscolo - priva all’imbocco di marciapiedi - appare inidonea a garantire le necessarie condizioni di sicurezza d’esercizio. Se a ciò si aggiungono i tempi richiesti dalla lunghissima procedura di omologazione e collaudo dell’impianto, specie per il problematico sistema innovativo di guida elettronica in dotazione al rotabile, fin qui non funzionante alla prova tecnica di sperimentazione in nessuna delle poche città europee ove è stato impiegato, è ragionevole ritenere che l’azzardata previsione, ancorché soltanto auspicata, sia di fantomatica realizzazione!
Confido che i suggerimenti sommessamente formulati, possano essere tenuti nel debito conto.
Ivano Angiolelli Pescara