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Pescara, 15/06/2026
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Data: 10/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Sorry», il porto perde i contratti per le crociere

Il porto continua ad accumulare sabbia e danni. L’email arrivata due giorni fa da un tour operator del settore crocieristico è stata letta a Pescara come un doloroso epitaffio. «Very sorry», ma anche per questa volta le nostre navi non potranno attraccare a Pescara, scrive l’operatrice da New York, non senza riservare una severa stoccata alla burocrazia italiana: «Dispiace constatare che i lavori per migliorare il porto di Pescara siano ritardati per grane legate alla politica e alla giustizia. Dev’essere molto frustrante». E aggiunge: «A pity», un vero peccato, «perché se risolve questo problema, quello di Pescara è per noi un gran bel porto. Non invidio la situazione di chi come voi è costretto a portare altrove l’attività per la decisione di un giudice. Auguri». La perdita di traffici crocieristici è la classica goccia di troppo. «Si trattava di navi a misura per le nostre banchine, la rinuncia della compagnia è per noi l’enesimo duro colpo» dicono al porto. Intanto a Roma si continua a cincischiare in riunioni che producono zero: «La vasca di colmata si può usare ma va svuotata e bisognerà analizzare la sabbia in essa contenuta» hanno detto giovedì al Ministero delle Infrastrutture, ancora una volta senza tenere conto delle ultime analisi dell’Arta secondo cui quella sabbia è sfruttabile ad uso industriale. I tempi per sperare in una ripresa del porto si allungano lasciando nella disperazione gli operatori. Parte da questa consapevolezza lo stato di agitazione proclamato dalla Confcommercio. «Senza porto non si vive, vale per i pescatori, per il commercio e per il turismo» dicono gli associati dell’esercito guidato dal presidente Ezio Ardizzi, in rappresentanza delle categorie produttive della città. «L’annullamento dello storico collegamento marittimo con la Croazia è stata l’ultima tegola sul turismo» ha detto Emilio Schirato, presidente regionale di Federalberghi.
La sfida lanciata da Confcommercio, dice Ardizzi, «vuole essere un ulteriore segnale forte e di stimolo alle istituzioni affinché si proceda d’urgenza ad individuare azioni e interventi in grado di dare soluzione ad una vicenda, dai toni sempre più grotteschi, che sta creando danni incalcolabili all’immagine e all’intero tessuto economico, sociale e ambientale della città di Pescara».

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