In palio per i migliori 35 c’è la finale di Las Vegas. La manifestazione fa gola ad altri centri
La città si ferma per otto ore, quanto basta per consentire ai big e ai comuni mortali di completare il triathlon 70.3, la versione dell'Ironman che ha conquistato Pescara un anno fa e promette di conquistarla anche stavolta. Quattro ore per i supermen, sei-sette per gli amatori e poi tutti insieme a far festa, fra premiazioni, pasta-party e feste varie, sotto le telecamere di Sky e ai microfoni di Radio Deejay. Duemila ardimentosi si ritrovano stamane alla Nave di Cascella, la rumba comincia alle 8.30 con la prova di nuoto (1900 metri) nel tratto di mare davanti a piazza Primo Maggio con gruppi di 350 atleti che partono a distanza di dieci minuti l'uno dall'altro. Usciti dall'acqua, gli Ironmen smetteranno la muta per indossare la tuta da bikers e inforcare le bici, quindi 90 chilometri a rotta di collo lungo i centri della provincia da Pianella a Moscufo a Spoltore, passando per l'asse attrezzato. E una volta completato il circuito ciclistico, gli atleti devono cambiarsi un baleno per correre la mezza maratona sul tracciato rivierasco da ripetere due volte per i canonici 21,095 km. I migliori 35 al traguardo, fra maschi e femmine, si qualificano per la finale mondiale di Las Vegas. Ma l'aspetto agonistico racconta solo in parte il fenomeno Ironman, evento che frutta un movimento di 6 milioni di euro a Pescara. Manna dal cielo per gli albergatori che piangono miseria per un turismo in crisi e costretti a svendere le camere pur di non dichiarare bancarotta. Aspettando gli arrivi dei turisti "veri", il mese di giugno chiuderà sicuramente col segno "più", ma proprio per questo gli operatori chiedono alla politica di darsi una mossa affinché Ironman non rimanga un'isola nel deserto. Michele Russo, che ha lanciato l'evento spalleggiato da Comune e Provincia, ha già respinto gli assalti di Rimini, della Sardegna e della Puglia che vorrebbero strappare l'evento a Pescara, tant'è che l'anno prossimo ci sarà il tris. Ma non è tutto, perché l'ispiratore della Wecan (società promotrice) si prepara a portare in città la versione top di Ironman, quella con le distanze doppie che in Italia non s'è mai vista, che gli appassionati possono vedere solo in tivù, alle Olimpiadi o ai Mondiali sulle spiagge dorate della California o dell'Australia. Accanto all'esercito di atleti, tecnici e accompagnatori (settemila persone), il clou odierno ne chiama in causa altre settecento fra i 600 volontari della Protezione civile e i 75 vigili urbani. A proposito di Municipale: anche i vigili sono in gara con un team formato da Alessio Lanaro (nuoto, Piero Di Giampaolo (ciclismo) e Walter Falzani (mezza maratona). Una prova di forza non solo per i protagonisti, ma anche per l'intera città sia a livello organizzativo sia a livello di mobilità e controllo delle strade, in quanto dalle 6 del mattino l'intera area attorno alla Nave di Cascella viene chiusa al traffico.