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Pescara, 15/06/2026
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Data: 11/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Camusso: aumenta la povertà. Il segretario Cgil al governo: «Pensa solo ai tagli»

ROMA. «I dati di Bankitalia ci dicono di un impoverimento del Paese e soprattutto di una progressiva diseguaglianza dei redditi degli italiani». Susanna Camusso lancia l’allarme sull’aumento della disparità sociale e attacca il governo che «pensa solo ai tagli». Commentando i dati diffusi dalla Banca d’Italia relativi al decennio 2000-2010 la leader della Cgil chiede di indagare a fondo su due fenomeni. Il primo riguarda la”totale estraneità tra i criteri della retribuzione di lavoratori dei vari settori e quella dei dirigenti e manager che tradotta in percentuale è cresciuta fino al 9,8% (per i dirigenti pensionati) rispetto al meno 3% degli operai». Una disparità abnorme che per Camusso continua a non avere alcuna spiegazione rispetto alla performance del settore industriale, terziario e bancario. Il secondo dato che colpisce è «l’incremento del reddito da lavoro autonomo anche perché, quando poi lo trasformiamo sui valori di tassazione individuale, scopriamo che i dipendenti hanno redditi sempre superiori a quelli dei loro datori di lavoro o dei professionisti».
Camusso ha ricordato che il sindacato, le autonomie locali e le Regioni avevano fatto un accordo con il ministro della Funzione pubblica, Patroni Griffi, poi «sparito nel nulla». Due i dubbi della segretaria del maggior sindacato italiano. «Che il governo, nella sua complessità abbia una refrattarietà all’idea di fare intese e continui a perseguire una politica di contrapposizione nei conformi del lavoro ma anche che vogliono azzeccare idee politiche del governo precedente, il quale nascondeva la propria incapacità di affrontare la crisi scaricandola sui lavoratori pubblici».
Per invertire la tendenza alla crescita dell diseguagliaze Camusso spiega che non serve il rigore. «Il rigore non ci permetterà di uscire dalla crisi, bisogna sostituire queste politiche di rigore con politiche di investimento e redistribuzione del reddito devono essere tassati di più la ricchezza e i grandi patrimoni e bisogna allegerire il peso fiscale sui lavoratori dipendenti, pensionati e basse retribuzioni».
Una stoccata al governo e al ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. Il fatto che il decreto sviluppo «continui a non esserci è il segno che della politica di questo governo, un governo che pensa che bisogna tagliare non che bisogna investire», ha detto Susanna Camusso. Infine la segretaria della Cgil sprona l’esecutivo sulla giustizia. «Bisognerebbe avere il coraggio di far passare il decreto anticorruzione perché il tema della legalità e delle norme anticorruzsione è unadelle ragioni che bloccano la crescita degli investimenti nel nostro Paese».

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