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Pescara, 15/06/2026
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Data: 11/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sindacati preoccupati «Misure per la crescita»

ROMA «I dati di Bankitalia ci dicono che c'è un problema di impoverimento del Paese, e soprattutto di progressiva disuguaglianza dei redditi». Susanna Camusso commenta così i dati di Istat e Banca d’Italia sui redditi degli italiani e sull’andamento della disoccupazione durante gli anni più duri della recessione. «Il rigore ha continuato non ci permetterà di uscire dalla crisi, bisogna sostituire queste politiche di rigore con politiche di investimento e redistribuzione del reddito». Devono essere «tassati di più la ricchezza e i grandi patrimoni ha concluso Camusso e bisogna alleggerire il peso fiscale sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le basse retribuzioni». L’ex ministro del Lavoro Cesare damiano (Pd) sottolinea i «dati poco incoraggianti» rilevati da Bankitalia, Svimez e Istat. Il primo Istituto segnala negli ultimi dieci anni, a fronte di un aumento del 6% del reddito medio delle famiglie, un calo del 3% di quello delle famiglie operaie. Un chiaro segnale di aumento delle disuguaglianze». E prosegue: «Svimez indica che oltre 200 mila famiglie conoscono il dramma disoccupazione, con un aumento del 40% tra il 2008 e il 2011. Infine l'Istat lancia ancora una volta l'allarme giovani: negli ultimi tre anni cresce di quasi l'8% il tasso di disoccupazione e aumenta il numero di coloro che il lavoro non lo cercano e hanno smesso di studiare. Per questo conclude Damiano insistiamo sul fatto che il governo adotti prontamente politiche di stimolo allo sviluppo e che gli ammortizzatori sociali previsti dalla nuova riforma siano maggiormente inclusivi per i giovani che perdono il lavoro».
Proprio ventiquattr’ore fa il ministro Corrado Passera ha garantito che il decreto sviluppo si farà: «Il governo ha detto nel corso dell’assise dei Giovani di Confindustria ci mette la faccia, io ci metto la faccia». L’intenzione è dunque chiara. E il prossimo consiglio dei ministri dovrebbe dare un segnale in questo senso. Ad invocarlo è il numero uno dell’Ugl, Giovanni Centrella, secondo il quale «il decreto sviluppo sarebbe l'unica leva efficace per rimettere in moto un'economia ferma da almeno un decennio, senza una diffusa capacità innovativa, e per creare posti di lavoro. I dati di Bankitalia rappresentano l'ennesima dimostrazione che il ceto medio basso si è impoverito e che bisogna fare qualcosa di concreto per invertire questa tendenza, a partire da una riforma fiscale passando, appunto, per il decreto sviluppo».

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