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Pescara, 15/06/2026
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Data: 11/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Vendola verso la “lista rossa” con la Fiom. Spunta l’ipotesi dello scioglimento di Sel. Di Pietro ancora all’attacco dei democratici

«I protagonisti della foto di Vasto necessari ma non sufficienti»

ROMA. Cominciano le grandi manovre per le elezioni politiche del prossimo anno e il centrosinistra va in ebollizione. A far alzare la temperatura sono i continui litigi tra Bersani e Di Pietro ma un’altra novità nella traballante alleanza tra Pd, Idv e Sel, ieri è arrivata da Nichi Vendola. «Per me la foto di Vasto è sempre stata solo l’evocazione di una possibilità: quella di un’uscita a sinistra della crisi del berlusconismo. I protagonisti di quell’immagine sono forse necessari ma non sufficienti per incarnare una grande e credibile alternativa. Comunque io scelgo la piattaforma della Fiom senza se e senza ma» spiega il Governatore della Puglia in una intervista a Repubblica con la quale non esclude la possibilità di sciogliere il Sel: «Più che il partito mi interessa la partita per uscire dall’egemonia della destra...». Questo vuol dire che nascerà un listone della sinistra con la benedizione della Fiom? «Noi» taglia corto Nichi Vendola «siamo impegnati nella costruzione di un nuovo soggetto plurale, popolare e della sinistra del futuro».
Dopo aver convocato le primarie e dopo aver rilanciato il patto con i moderati, Bersani è invece arrivato due giorni fa allo scontro frontale con il leader dell’Idv. Tutto è avvenuto sul palco della Fiom dove Di Pietro, convinto che in molti nel Pd ormai preferiscano l’intesa con Casini a quella con l’Idv e tentato da una difficile alleanza con Beppe Grillo, è arrivato a stracciare la foto di Vasto («Non ce l’ha detto il medico di stare insieme»). E ieri è tortnato alla carica. Lo ha fatto rispondendo ai tanti dirigenti del Pd che non sopportano più di essere attaccati e insultati tutti i giorni e chiedono a Bersani di rompere con l’Idv. Ma Tonino fa sapere di non temere il divorzio e gioca al rialzo. Assicura che lui non vuole offendere nessuno ma poi affonda il coltello nella piaga. «La questione non riguarda l’educazione ma le scelte politiche concrete» premette Di Pietro prima di presentare il conto: «La settimana prossima si voterà il disegno di legge sulla corruzione. Il Pd voterà il nostro emendamento che ripristina il reato di concussione per induzione? Poi c’è la legge sul finanziamento ai partiti che sta per essere votata anche dal Pd e che non farà risparmiare una lira. E infine c’è la questione dell’articolo 18. Bersani voterà la fiducia?».
Ce n’è quanto basta per rendere ancora più complicati i rapporti tra Pd e Idv. Anche perché a schierarsi con Di Pietro è lo stesso Vendola («Il suo stile è rude e talvolta propagandistico tuttavia continuo a pensare che il mondo che rappresenta sia un valore aggiunto per il centrosinistra»). A far discutere, ieri è stata soprattutto la proposta della Fiom e del suo segretario Maurizio Landini, che si dice «pronto» al confronto con Grillo («Non è l’antipolitica»), riconosce a Bersani l’«onestà» di essere andato a dire ai metalmeccanici «le cose che il Pd ha fatto e quello che intende fare» e, pur definendo «insufficiente» la mediazione dei Democratici sull’articolo 18, ammette che ci sono stati anche elementi di apertura: «Bersani ha detto che la riforma delle pensioni così non va».
Chi non fa sconti è il segretario di Prc, Paolo Ferrero, che chiede a Vendola di «smetterla di inseguire il Pd» e propone di dar vita rapidamente al «polo della sinistra». Nascerà un partito della Fiom? La leader della Cgil, Susanna Camusso, prende le distanze da Landini («Non si può consegnare il paese alla liste civiche o ai partiti personali») mentre Bersani, nell’attesa di capire quale sarà la legge elettorale per andare al voto nel 2013, non prende nemmeno in considerazione il progetto e, soprattutto, evita di rispondere a Di Pietro.

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