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Pescara, 15/06/2026
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Data: 12/06/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Ntv è pronta a fare le gare regionali «Se ci sono i soldi»

Non solo Italo. Mentre continua il lavoro per lanciare il servizio Alta Velocità (domani la presentazione del treno alla stazione Ostiense di Roma) Ntv, la società di Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle guarda al futuro e ai settori in cui potrebbe fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato. Tra questi c’è sicuramente quello del trasporto pubblico locale e, in particolare, dei treni regionali. Così l’amministratore delegato dell’azienda Giuseppe Sciarrone, nel corso di un convegno all’università Bocconi di Milano, spiega che Ntv è pronta a partecipare alle gare per i treni regionali «se saranno eque». Un annuncio che arriva proprio nel giorno in cui l’ad di Ferrovie Mauro Moretti lancia l’allarme sull’assenza di fondi che, nel 2013, potrebbe portare alla sospensione dei servizi per i pendolari. Ntv non punta però a sostituire Trenitalia qualora la minaccia di Moretti dovesse trasformarsi in realtà. Anzi, come aggiunge Sciarrone, «se le gare non prevedranno fondi non parteciperemo».

Moretti fa scendere i pendolari
L’amministratore di Ferrovie: «Senza fondi a rischio i treni locali nel 2013» Il ministro Passera replica: «Ci stiamo occupando del problema più che abbastanza»

Un allarme. Che è più che altro un avvertimento al governo in vista di ciò che potrebbe essere e che, si spera, non sarà. L’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti lo lancia nel corso di un convegno a Milano: «Nel 2013 se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale. Non so che cosa farà l’Authority l’unica cosa che potremo fare noi sarà interrompere il servizio». Quanto alle conseguenze, Moretti non sembra aver alcuna paura: «Verremo denunciati per interruzione di servizio vedremo come andrà a finire». Insomma, la sfida è lanciata e il numero uno delle Ferrovie non ha alcuna intenzione di perderla anche perché, spiega, i cosiddetti «ricavi per passeggero/chilometro in Italia sono di 10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma». Non solo, ma in Germania sono di 20 centesimi, in Francia di 22, e in Inghilterra variano tra i «33 e i 42 centesimi chilometro». A questo punto tocca al governo decidere cosa fare. Ma il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, intervenuto a stretto giro di posta, sembra pronto al braccio di ferro: «Ci stiamo occupando più che abbastanza del trasporto pubblico locale». Chissà se i prossimi mesi serviranno per smussare le posizioni e arrivare ad un’intesa. Di certo c’è che attorno alle parole dell’ad di Ferrovie si scatena immediata la polemica. Per il responsabile Lavoro dell’Idv Maurizio Zipponi: «Quella tra Moretti e Passera assomiglia a una discussione tra ladri di Pisa. Il primo, fino ad ora, non si è occupato del rinnovo dei treni locali. Il secondo fa finta di occuparsi dei treni locali, ma in realtà il suo governo non ha investito nel rinnovo delle infrastrutture e dei convogli. Gli unici a pagare, come al solito, sono i cittadini che continuano a vivere una situazione insopportabile». Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero secondo cui le parole di Moretti «sono scandalose. Il governo e le Ferrovie dello Stato spendono e spandono per Tav, Frecce rosse e così via e non mettono i soldi per i pendolari? Si tratta di una situazione scandalosa, in cui i privati fanno i soldi, i treni ci sono solo ad alta velocità e i pendolari vengono scaricati». Mentre il segretario dei Radicali italiani Mario Staderini sottolinea come «l’allarme lanciato sia l’occasione per cambiare le nostre politiche sui trasporti. Non è colpa del destino se le nostre ferrovie regionali sono oggi tra le peggiori d’Europa. Moretti non è certo esente da responsabilità, avendo concentrato la sua gestione esclusivamente sull’Alta velocità, ma la questione centrale è quella delle infrastrutture». Intanto Federconsumatori e Adusbef attaccano: «Il servizio regionale rappresenta il 90% del trasporto ferroviario e viene utilizzato dalla stragrande maggioranza dei pendolari italiani. Ci aspetteremmo che in mancanza di fondi non si bloccasse il trasporto regionale, ma si rassegnassero le dimissioni da parte di tutto il gruppo dirigente delle Ferrovie dello Stato».

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