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Pescara, 15/06/2026
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Data: 12/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ricostruzione, il ritorno di Barca tante le questioni ancora aperte. Commissariamento al capolinea, imprese e progettisti chiedono una svolta

Governance, case E e centri storici nell’agenda del ministro

La visita di oggi pomeriggio del ministro Fabrizio Barca servirà sì a sancire l’avvio ufficiale del processo di cambiamento della governance, con il passaggio delle funzioni dal commissario agli enti locali, ma anche a fissare le tante questioni ancora aperte della ricostruzione. Barca (forse accompagnato da Petullà, ex coordinatore Sge) verrà oggi a illustrare lo stato di attuazione della «sua» ordinanza, la 4013. Il provvedimento ha avuto nella sostanza due finestre temporali. La prima, dal 1 aprile al 31 maggio scorsi, dedicata al processo di riorganizzazione della macchina: via i due vicecommissari Marchetti e Cicchetti, creazione dell’Ufficio di coordinamento della ricostruzione (Ucr) che ha assorbito Sge ed Stm, riduzione del personale (- 40%) e dei costi (-30%). In sostanza è terminata la doppia gestione emergenza-ricostruzione. La seconda fase, invece, comincia ora. Il commissario Gianni Chiodi ha già predisposto un piano. Il dato politico è certamente quello della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, che lo stesso Chiodi e Fontana vorrebbero al 30 giugno, anticipando le intenzioni del governo che avrebbe voluto attendere fine agosto. Si torna, dunque, alla gestione ordinaria: amministrazione centrale dello Stato, Regioni e Comuni. Ogni soggetto dovrà ora assumere compiti propri. Lo Stato quello della normazione (che è già praticamente fatta), della programmazione delle risorse, del monitoraggio e del controllo. Un compito che potrebbe essere declinato sul territorio con strutture snelle e leggere che fanno capo a una sorta di agenzia nazionale all’interno del ministero di Barca, quello della Coesione territoriale. La Regione dovrà completare il quadro normativo e legislativo di riferimento. I Comuni saranno il perno della riforma.
In concreto, però, ci sono ancora dei nodi da sciogliere. I costruttori, per bocca del presidente Gianni Frattale chiedono che il tavolo tecnico allargato alle categorie, promesso da Barca, parta al più presto. Gli ingegneri, invece, sono più duri: «Tutto è rimasto come prima - dice il presidente dell’ordine Paolo De Santis -. Il piano Barca non ha cambiato pressoché nulla: le pratiche escono con il contagocce e non vorremmo che si incolpassero di nuovo progettisti e tecnici».
Chi invece accoglierà Barca a braccia aperte è il sindaco Massimo Cialente. «Stiamo andando avanti bene, questo è il metodo che reclamavo da tempo. Ci sono ancora alcune cose da sistemare, come il centro storico, le seconde case, la presenza contemporanea di case A ed E in un aggregato, le automobili danneggiate dal sisma, gli eredi. Quello che non si è fatto per due anni si sta facendo ora».
Il Comune, dice il sindaco, è pronto ad affrontare il passaggio di consegne dalla struttura commissariale. «Sì, noi abbiamo un solo problema da sciogliere. L’ordinanza 4013 prevede che il Comune affianchi il personale della filiera per l’esame dei progetti del centro storico. Questo personale oggi non c’è, torno a chiedere le 40 persone necessarie».
Oggi Barca arriverà all’Aquila forte della visita appena fatta in Umbria, nei luoghi del terremoto. «La città dell’Aquila in particolare - ha detto - ha una dimensione istituzionale, di numero di cittadini molto superiore e presenta problemi suoi. Però certamente si possono ricavare da questo come dal terremoto del Friuli o dell’Irpinia delle lezioni ed è quello che stiamo cercando di fare».

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