L’indagine delle Fiamme gialle ha permesso di scovare un agente di commercio evasore totale da anni
L’AQUILA. Trentacinque imprenditori dell’Aquilano sono stati denunciati dalla Finanza per avere percepito indennizzi sul falso presupposto che le loro aziende fossero state chiuse o avessero patito danni in seguito al terremoto del 2009. L’indagine era stata avviata dalle Fiamme Gialle oltre un anno fa.
L’indagine è stata fatta dai finanzieri della Compagnia dell’Aquila coordinati dal comandante provinciale Giovanni Domenico Castrignanò che hanno portado gli atti in procura. Gli indagati, dunque, si erano accaparrati di provvidenze destinate ai titolari ed ai dipendenti delle attività produttive dell’area del cratere, tese ad indennizzare gli operatori economici costretti a sospendere l’attività a causa dei danni del sisma. L’indennizzo previsto nella misura di 800 euro al mese per un massimo di 3 mesi, era parametrato, per quanto riguarda il titolare, in proporzione al periodo di effettiva chiusura dell’attività commerciale e finalizzato al mantenimento del reddito conseguito da questi ultimi nell’ultimo periodo di imposta precedente al sisma e per il quale erano decorsi i termini ai fini della presentazione della relativa dichiarazione. Si tratta, in pratica, dei redditi 2007 in quanto, alla data del 6 aprile 2009, non erano ancora decorsi i termini, peraltro poi sospesi e prorogati, per la dichiarazione dei redditi 2008. I 35 casi che secondo la Finanza sono irregolari hanno riguardato esercizi commerciali e professionisti di San Pio delle Camere, Castelvecchio Subequo e L’Aquila. In diversi casi sono state individuate, in capo ai beneficiari dei contributi, fatture in acquisto, ovvero emissione di parcelle, ricevute e scontrini fiscali nei periodi nei quali essi avrebbero dovuto essere chiusi, anche per importi elevati. In altri casi si tratta di esercizi che, nell’immediato periodo post-sisma erano stati oggetto di controllo e verbalizzazione da parte dei finanzieri, finalizzato ad evitare speculazioni e rialzi indiscriminati dei prezzi di beni di prima necessità che, per ottenere il contributo, hanno poi, invece, dichiarato all’ente erogante, di aver sospeso la vendita proprio in quel periodo.
«Ma il caso forse più curioso un vero paradosso» dicono i finanzieri «è quello di un evasore totale, un agente di commercio, che non aveva mai presentato una dichiarazione dei propri redditi al fisco negli ultimi 9 anni. Ma davanti alla prospettiva di conseguire queste provvidenze ha derogato ai suoi “principi“ redigendo una dichiarazione dei redditi posticcia, ad hoc. Questo documento era infatti necessario per presentare l’istanza e per far sì che il Comune potesse istruire la sua pratica. Ovviamente, tale dichiarazione, non è mai stata presentata, neanche tardivamente, al fisco».
I denunciati rispondono di truffa ai danni dello stato, ovvero di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, a seconda dell’importo conseguito, ovvero in relazione all’utilizzo di documenti falsi per accedere ai contributi. Sono in corso le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite per 100mila euro.