Il segretario generale della Cgil: "Serve una via d'uscita che sia uguale per tutti, applicare le leggi previdenziali precedenti alla riforma. In assenza di risposte la mobilitazione continua". Sull'Inps: "Nella gestione non c'è trasparenza, va riformato"
Per gli esodati serve "una via d'uscita che sia uguale per tutti", in assenza di risposte la Cgil è pronta allo sciopero. Lo ha detto oggi (12 giugno) il segretario generale, Susanna Camusso, intervistata da Repubblica. Occorre "una norma generale che dia certezza a tutti i lavoratori che si trovano in quella condizione", ha aggiunto.
Inoltre "nella gestione dell'Inps non c'è trasparenza". Un ente di tali dimensioni - a suo avviso - "con compiti così delicati non può avere una governance monocratica quale è stata introdotta proprio con la riforma Fornero. L'Inps maneggia risorse che forse sono superiori al bilancio dello Stato. E non ha fatto bene il suo mestiere".
Camusso chiede una riforma dell'ente con l'introduzione di una "governance efficiente e trasparente", ma boccia la "ricostruzione di un controllo politico dell'Inps", a favore di un "effettivo controllo di chi rappresenta le parti sociali, lavoratori e imprese, che sono i veri contribuenti".
Tornando agli esodati, "ci vuole una norma generale, una clausola di salvaguardia" che stabilisca che "a tutti coloro che si trovano nelle condizioni di esodati si applichino le leggi previdenziali precedenti alla riforma. Bisogna rovesciare l'approccio". E in assenza di risposte "la mobilitazione continua". La manifestazione unitaria del 16 giugno è un preludio allo sciopero generale? "Ho sempre detto che si dovesse continuare la mobilitazione in assenza di risposte".
Chiusura sulla riforma del lavoro: "Spero che il Parlamento abbia un soprassalto di buon senso e decida di lasciare perdere oppure di continuare a modificarla".