Il ministro attacca la dirigenza dell'istituto di previdenza dopo la diffusione delle nuove stime su lavoratori senza copertura
MILANO - «Se fossimo in un settore privato questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici. Siamo in un settore pubblico, ci sono le leggi e c'è il parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate». Cosi ha risposto il ministro del Lavoro Elsa Fornero a chi gli ha chiesto, in occasione dell'assemblea di Confartigianato, se dopo la diffusione dei dati sui 390mila esodati, i vertici Inps dovessero dimettersi.
«DOCUMENTI PARZIALI» - «Io dico solo che sono usciti, l'ho già detto ieri, dei documenti che sono parziali, che contengono numeri parziali e non spiegati e questo non è mai una bella cosa», ha detto il ministro. E sempre parlando del tema degli esodati ha assicurato: «Il ministro non ha mai voluto dire che i numeri non debbono essere dati. Dico soltanto che quelli sono parziali e non interpretati e, allora, dare dei numeri così su questioni che interessano molti italiani è molto improprio e deresponsabilizzante.». E ancora: «Questo è un episodio che mi permetto di dire grave e ribadisco interamente il comunicato che insieme con il ministro dell'Economia avevamo fatto in occasione del decreto dei 65mila, per cui erano approntati i fondi. Ribadisco l'intenzione seria del governo rispetto a un problema che c'è, la cui dimensione esatta non è contenuta in quei numeri, perchè per esempio più di 60 mila di quelle persone sono già in pensione o ci andranno quest'anno. Quindi i numeri vanno dati quando sono interamente conosciuti».
IL «FUOCO AMICO» - Ma contro la Fornero sono arrivate subito reazioni bipartisan dalla stessa maggioranza che sostiene il governo in difesa dell'istituto di previdenza. «Vedo che il ministro Fornero continua a giocare con il numero degli esodati senza rispetto per il fatto che, dietro quel numero, ci sono persone e famiglie che attendono dal governo una parola chiara - ha sottolineato il pdl Maurizio Lupi -. È troppo facile scaricate la responsabilità sui vertici dell'Inps dimenticandosi delle proprie». E dal Pd aggiunge Giuseppe Fioroni: «Invece di cimentarsi nell'indignazione per la verità, si cimenti nel lavorare a soluzioni e non pensi di utilizzare il tema esodati per cercare di creare sconvolgimenti anche all'Inps». Il ministro, ha insistito Fioroni, «non ipotizzi soluzioni che renderebbero l'Inps distante dal mondo del lavoro e dai diritti dei lavoratori che sono i contribuenti di quell'ente».