Il sindaco Doria conferma la ricetta lacrime e sangue già ventilata dalla giunta-Vincenzi
ICONTI di Amt stanno precipitando. Per domani è convocata l'assemblea per evitare di arrivare alla liquidazione controllata e l'azienda torna alla carica con il piano dei tagli già presentato alla vigilia delle elezioni, ma i sindacati sono sul piede di guerra. «O si determina una comune volontà di risolvere i problemi - avvertono in un comunicato Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl - per i cittadini e per i lavoratori di Amt, o ci vedremo costretti a reagire attraverso le più appropriate iniziative di lotta». La tregua sancita durante il periodo elettorale è già finita. A incombere sono i conti, che sono stati al centro del confronto di ieri mattina tra il sindaco Marco Doria, l'assessore ai Trasporti Anna Maria Dagnino e i sindacalisti. Doria ha confermato che nel bilancio del Comune è previsto un trasferimento di 22 milioni di euro al lordo dell'Iva per Amt, che si aggiungono ai circa 70 milioni di euro previsti come finanziamento da parte della Regione. Ma non basta. Il capitale sociale di Amt ammonta a 11 milioni di euro, attualmente il deficit di aggira sugli otto milioni e mezzo, ben oltre il terzo del capitale sociale. Di qui la necessità di convocare l'assemblea che deve decidere urgentemente sulla ricapitalizzazione o sui provvedimenti per raddrizzare i conti, pena la messa in liquidazione. In ballo c'è l'applicazione dell'articolo 2486 del codice civile, che impone agli amministratori in situazioni che mettonoa rischio la società, di limitarsi a compiere le azioni necessarie a conservare l'integrità del patrimonio, una sorta di pre-amministrazione controllata.E alla vigilia dell'assemblea Amt, per la giornata di oggi, Amt ha convocato i sindacati: ritorna sul piatto il piano di tagli già presentato alla scadenza del mandato elettorale di Marta Vincenzi: ulteriore riduzione del servizio di 4-500.000 chilometri l'anno, cassa integrazione a rotazione per il personale amministrativo dell'azienda e recupero di produttività, che vuol dire essenzialmente turni più lunghi di quaranta minuti e venti riposi in meno. Sarà questa quasi sicuramente la ricetta che l'azienda presenterà oggi ai sindacati, anche se nell'incontro di ieri mattina a Tursi il sindaco per il momento ha sospeso il giudizio sul piano. La nota redatta da Palazzo Tursi al termine dell'incontro parla per altro della necessità di «predisporre interventi incisivi», ricordando che un ulteriore elemento di complessità deriva dal quadro normativo nazionale e regionale ancora da definire. La legge sul bacino unico del trasporto pubblico regionale si è arenata infatti in Regione e la soluzione che in origine era stata individuata come l'unica possibile per salvare le cinque aziende liguri sembra si stia allontanando, mentre i conti dell'Amt non permettono di tergiversare oltre. «Il comunicato del Comune ribadisce infatti la «serietà della situazione» e «l'impraticabilità di soluzioni tampone», preannunciando altri incontri. Amt non sembra però intenzionata ad aspettare, visto che ha già convocato oggi i sindacati e domani l'assemblea, e i sindacati, che temono un'imboscata, hanno messo le mani avanti. «Non è accettabile che ci pongano nella condizione di scaricare tutta la situazione sui lavoratori - dice Mauro Nolaschi, della Faisa-Cisal. «In questo modo mettono in un angolo anche l'amministrazione comunale», rincara Corrado Cavanna, della Filt. Nella nota unitaria i sindacati esprimono così la loro «contrarietà al fatto che nell'assemblea dei soci si possa arrivare a decisioni che limitino la capacità di scelta della civica amministrazione». E ricordano anche che non si possono «sottoscrivere dei nuovi accordi con chi non ha rispettato i vecchi». Oggi è facile che si arrivi quindi allo scontro e di conseguenza alla dichiarazione di sciopero.