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Pescara, 15/06/2026
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Data: 13/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il sospetto di una super Imu a Chieti, in guerra partiti e sindacati

Emendamenti e proposte alternative di Udc e liste civiche

Sale la febbre dell'Imu e sale la protesta. Cresce la rabbia nei possessori della prima ed unica casa, dopo quattro anni di esenzione dell'imposta; negli esercenti attività commerciali, con il settore già tartassato da una profonda crisi; in quanti, con sacrifici e la liquidazione di fine servizio hanno acquistato un appartamento per regalarlo al figlio. E le forze politiche di minoranza (centro sinistra) ma anche di maggioranza (Udc) si preparano a dare battaglia alla Giunta Di Primio.
L'opposizione di sinistra e il gruppo civico Chieti per Chieti alzeranno le barricate - preannunciano - se l'amministrazione non apporterà riduzioni all'imposta base per la prima casa per determinate categorie e se vorrà aumentare al massimo del 10,60 per mille - come sembra fortissimamente voler fare - l'aliquota per tutti gli altri immobili. Ma anche l'Udc, perno fondamentale della maggioranza di centro destra, è pronta a presentare una serie di richieste e a battersi perché siano accolte. Nel bilancio di previsione varato dalla Giunta (andrà in consiglio comunale a fine mese) è stato calcolato un incasso per l'Imu, conteggiato sulle due aliquote base (4 per mille e 7,6 per mille) per circa 21 milioni di euro. L'importo da mettere in bilancio - si chiama accertamento convenzionale - è stato stabilito e imposto per tutti i comuni italiani dal Ministero dell'economia e delle finanze. In autunno si rifaranno i conti e si vedrà. Ma «i cittadini di Chieti non sanno ancora a quanto ammonterà la propria aliquota Imu e il sindaco Di Primio farebbe bene a comunicare subito la scelta dell'aliquota che intende applicare e le riduzioni per categorie specifiche», protesta il capogruppo di Chieti per Chieti Luigi Febo. L'ex assessore sottolinea come il sindaco abbia la possibilità di intervenire per individuare trattamenti differenziati per l'Imu «ma tutto lascia presagire - aggiunge - che, così come per l'addizionale Irpef, sarà applicata l'aliquota massima possibile». Febo annuncia la presentazione di emendamenti per introdurre aliquote su misura per le case in affitto a canone concordato; per alzare la detrazione base di 200 euro, in terminati casi; per far equiparare gli immobili di anziani o disabili lungodegenti all'abitazione principale per fruire dell'aliquota agevolata e della detrazione di 200 euro; per prevedere una ulteriore detrazione per le persone che hanno perso il lavoro.
Anche l'Udc ha preparato le proprie proposte. «Vanno protette le categorie di coloro che hanno un reddito basso e dei portatori di handicap grave (100%)», afferma il combattivo capogruppo Alessandro Giardinelli. Spiega nel dettaglio le proposte che avanza a Pdl e dintorni: aliquota allo 0,2 per cento per i redditi inferiori ai 12-14 mila euro e per tutti i possessori di abitazione che hanno gravi handicap; riduzione dell'aliquota dello 0,76 per cento (seconde ed altre case) in favore degli immobili che vengono usati dai possessori a scopo professionale (studi, esercizi commerciali, ecc.). Febo sostiene che prevedere ulteriori detrazioni, rispetto a quelle stabilite a livello nazionale, per chi ha perso il lavoro e abbassare l'aliquota per i canoni concordati in maniera da favorire il mercato degli affitti a prezzi accessibili, oltre ad essere possibile, è doveroso.
Anche i sindacati vogliono dire la loro: Cgil, Cisl, Uil hanno chiesto un incontro al sindaco per parlare di Imu e di altre tasse e tariffe locali per i rifiuti, l'acqua, le rette degli asili nido, servizi agli anziani.

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