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Pescara, 15/06/2026
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Data: 14/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Scappano in autobus dopo il furto, arrestati. I 4 catturati in piazza Italia dopo che la polizia ha bloccato il mezzo pubblico devono rispondere del colpo all’outlet di corso Vittorio Emanuele

PESCARA Dopo il furto sono saliti sull’autobus, ma li hanno visti i testimoni che hanno allertato i poliziotti. E in piazza Italia, poche centinaia di metri dopo, è arrivato l’alt degli agenti che hanno bloccato il mezzo pubblico, sono saliti a bordo e hanno arrestato i presunti ladri per furto aggravato in concorso. Si tratta di quattro romeni incensurati, presumibilmente provenienti dalla Capiatale, che a Pescara erano arrivati già da qualche settimana con l’unico obiettivo, sostengono gli investigatori, di rubare, partendo ogni mattina da un albergo cittadino dove avevano preso alloggio. Martedì, intorno alle 19,30, hanno preso di mira un negozio di corso Vittorio Emanuele, l’outlet “Te piace”. È qui che, a detta dei testimoni che hanno chiesto l’intervento della polizia, i quattro avrebbero rubato 115 euro dal registratore di cassa e vari capi di abbigliamento prima di fuggire lungo corso Vittorio Emanuele in direzione sud. Negli stessi istanti, dal negozio è partita la chiamata al 113, con la descrizione dettagliata dei presunti ladri. Grazie ad alcuni testimoni, gli agenti della Volante diretti da Alessandro Di Blasio si sono diretti subito verso l’autobus che hanno poi bloccato in piazza Italia. Accompagnati in questura, i quattro sono stati identificati e arrestati. Si tratta di Nicoleta Dobre di venti anni, Anisoara Dobre, di 24, Andrei Anghel, 25 anni e Ionut Stamate di 27 anni. Dalla successiva perquisizione, i poliziotti hanno trovato Nicoleta Dobre in possesso dei 115 euro spariti dall’outlet, di una tronchesina in metallo utilizzata per il taglio delle placche antitaccheggio e capi di abbigliamento ancora con etichetta e prezzo. I poliziotti, convinti che si tratti di una banda autrice già di altri furti in città, sono andati a controllare anche nell’albergo dove erano alloggiati i quattro trovando tre telefoni cellulari nuovi dei quali non hanno saputo giustificare la provenienza. Oltre al furto, le due donne devono rispondere di ricettazione e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. I quattro arresti arrivano dopo la doppia denuncia delle due giovani serbe finite nei guai lunedì pomeriggio per false attestazioni e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. C.N.D., di 18 anni, e N.O. di 14 anni sono incappate nei controlli intensificati dai poliziotti a seguito dei continui furti perpetrati sulla riviera cittadina, non ultimo quello a casa dell’ex allenatore del Pescara Zeman. È proprio nel corso di questi controlli che, passando in via Tasso, gli agenti hanno notato, sedute sul marciapiede tra due auto in sosta, le due donne (di cui una in evidente stato di gravidanza) del tutto corrispondenti alle caratteristiche descritte dalle vittime degli ultimi furti in zona centro. Le due ragazze, senza documenti, sono state accompagnate in questura dove però, come è stato poi scoperto tramite le impronte digitali, hanno dichiarato di essere minorenni, dando anche altre generalità. Di qui la denuncia e la scoperta, peraltro, che la maggiorenne aveva svariati precedenti per furti in abitazione e custodiva, ben nascosto, come anche la minorenne, un ritaglio di plastica trasparente rigida utilizzato come arnese da scasso. La minore è stata portata in affidamento a una comunità fuori da Pescara.

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