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Pescara, 13/05/2026
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11/01/2007
Il Centro
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Referendum, in autunno si può. Piano traffico a Pescara, il comitato puntualizza i termini del voto |
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Guerra sulla data della consultazione dopo lo slittamento della consegna delle firme PESCARA. «Se il consiglio comunale vuole, può decidere di indire il referendum sul piano traffico entro il 2007». Il comitato referendario rilancia e, precisando che lo Statuto comunale offre l'opportunità di andare alle urne «al massimo nell'autunno di quest'anno», tasta il polso della reale volontà politica della maggioranza di procedere a una revisione radicale del Put. Forte di una massa di firme che continua a crescere di giorno in giorno pur dopo aver raggiunto la quota necessaria del 5% dei residenti con diritto di voto, pari a 5312 moduli sottoscritti, il comitato promotore della consultazione cittadina, che sarebbe la prima nella storia di Pescara, ricorda che il regolamento comunale sulla materia consente una flessibilità sulle date della votazione. In sostanza si risponde a suon di norme e commi alla guerra dichiarata proprio con queste armi da Palazzo di Città. Il sindaco Luciano D'Alfonso non si è ancora pronunciato sulla necessità di procedere all'indizione del referendum o di riaprire la discussione sul piano traffico tanto contestato, perchè formalmente l'argomento non è tra le priorità in agenda, in quanto le firme non sono state presentate entro il 31 dicembre, data fissata dall'articolo 39 dello Statuto, 2º comma, per poter procedere con il voto entro i sei mesi successivi. Dunque i termini per prendere decisioni in materia sarebbero molto più dilatati. Ma il comitato referendario - di cui fanno parte i gruppi di opposizione consiliare di centrodestra, l'associazione ambientalista Pescara adesso, Ugl e Confcommercio - ribatte sottolineando che invece il comma 13 dello stesso articolo precisa che le richieste di referendum sottoscritte dagli elettori possono essere presentate entro il 30 giugno per le consultazioni che devono tenersi entro il 31 dicembre successivo. E ancora che «il consiglio comunale, previa acquisizione del parere non vincolante del Collegio dei garanti, delibera l'indizione del referendum entro il 28 febbraio per le consultazioni che devono tenersi entro il 30 giugno (cioè in caso che le firme vengano presentate entro il 31 dicembre precedente ndr) ed entro il 31 luglio per le consultazioni del semestre successivo». Insomma si può arrivare a votare al massimo in autunno. «Se la maggioranza vuole, può», ripete Lorenzo Sospiri, consigliere provinciale di An. «Non conviene alla città irrigidirsi su questo Put», osserva Beradino Fiorilli, consigliere di Pescara Futura, «è il momento di un ravvedimento operoso su questa materia».
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