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Data: 17/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Sel e Pd: voto in primavera e rifondiamo l’Abruzzo. Melilla e Legnini lanciano la proposta: unificare elezioni regionali e politiche

Imprenditori nell’incontro organizzato da Achille Gaspari: parlamentari nel Patto

CHIETI «Al voto per Parlamento e Regione nella primavera 2013, così l'Abruzzo risparmia 28 milioni di euro». Gianni Melilla di Sel lancia la proposta, e il Pd con il senatore Giovanni Legnini l'accoglie: «E' un'idea di buon senso, perché è quanto mai urgente rifondare l'Abruzzo». Per Legnini la prima riforma da fare è quella dell'istituzione Regione. «Non è più attuale», continua il senatore del Pd, «vanno tagliati o ridotti una serie di enti, a cominciare da Ater e consorzi industriali». Una risposta chiara a chi nel centrodestra vorrebbe far slittare le regionali al 2014. «Lo Statuto regionale parla della durata della legislazione fino a cinque anni», continua Melilla, «andare oltre, sarebbe come fare un colpo di Stato». Così scuote positivamente il dibattito su "Quali riforme della politica e dello Stato per vincere la crisi?", promosso ieri nella sede della Camera di commercio teatina da Achille Gaspari. L'Abruzzo, per battere la crisi, deve accelerare, facendo ponte col governo centrale e utilizzando al meglio le risorse.Emergono nette queste tre chiavi di lettura nel dibattito moderato dal direttore del Centro, Sergio Baraldi. A partire da Mauro Angelucci, presidente della Confindustria regionale, che sottolinea l'esigenza di avere al tavolo per lo sviluppo e il lavoro i parlamentari. «Loro sono ponte perfetto con il governo centrale», dice, «che deve essere coinvolto in questo processo. Devono, poi, fare squadra a livello centrale sulle istanze abruzzesi».La via da percorrere è quella delle riforme, che per gli industriali partono da nuove misure sulla pubblica amministrazione, sul credito con i Confidi, e da una legge per l'industria, che ancora manca. Prima di tutto, però, servono infrastrutture. Lo fa capire bene Silvio Di Lorenzo, vicepresidente di Honda Italia, presidente dell'ente camerale teatino. «Lunedì sono a Londra per una riunione centrale dell'azienda», dice, «dovrò dire come combattere la crisi e spiegare i vantaggi di tenere ancora in Abruzzo lo stabilimento, pagando 6 milioni di euro in più rispetto ad altri luoghi, per far fronte a Irap, carenze logistiche e costi energetici.» La politica del fare viene richiamata anche quando il dibattito si allarga all'Italia e all'Europa. «Per riguadagnarla», dice il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli, «bisogna risolvere prima di tutto la questione morale». Spettro principale è l'affermazione dei grillini. «Per batterli», osserva il commissario dell'Udc in Abruzzo Armando Dionisi, «serve la buona politica, per tornare al paese del merito e con sistema elettorale che restituisca alla gente il diritto di scelta dei propri rappresentanti in parlamento».Torna così l'urgenza delle riforme. «Quelle costituzionali», osserva il senatore del Pdl, Andrea Pastore, «che risolvano per esempio la crisi della legislazione, con un parlamento che funziona sempre meno. Magari facendo vedere che è più attivo può darsi che il fenomeno dell'antipolitica si riduca a fisiologico e non patologico come è oggi».Riforme, purché camminino. Con Legnini emerge invece la politica dei passi da gambero. «In commissione affari costituzionali», conclude il senatore del Pd, «eravamo arrivati ad un accordo importante ma tutto è svanito con la proposta di Berlusconi sul semipresidenzialismo alla francese».

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