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Data: 19/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Carburanti, dopo l’Eni è guerra di sconti al self. Anche Esso e Q8 annunciano listini ritoccati al ribasso nei weekend estivi

L’Unione petrolifera lancia l’allarme: un nuovo record per la bolletta energetica

ROMA Fare il pieno di benzina? Solo nel weekend. Potrebbe essere questo il leitmotiv estivo degli automobilisti italiani, con la guerra di sconti del fine settimana scatenata dall’iniziativa lanciata dall’Eni, sempre che l’Antitrust non decida di prendere qualche provvedimento in seguito all’esposto di Assopetroli. Dopo lo strappo del Cane a sei zampe, che giovedì scorso ha varato la campagna “Riparti con Eni” con sconti di circa 20 centesimi rispetto al prezzo della modalità servito in 3mila impianti iperself, la stessa strada è stata imboccata da Esso e Q8. Le due compagnie hanno infatti messo mano ai listini dello scorso fine settimana con prezzi analoghi a quelli della compagnia leader di mercato o anche lievemente inferiori. La Esso lo ha fatto negli impianti SelfPiù e la Q8 in quelli Q8Easy (ma anche in alcuni tradizionali). «Siamo stati costretti nostro malgrado a reagire a difesa dei volumi di vendita, dei nostri investimenti e dei nostri asset, della stessa presenza della nostra agenda sul mercato», ha spiegato il presidente della Kupit (Q8), Alessandro Gilotti, che adesso aspetta lumi dall’Antitrust, chiamata in causa da Assopetroli per un possibile rischio “dumping” a danno degli indipendenti. La guerra dei prezzi ha comunque generato sul territorio anche reazioni da parte dei competitor più tradizionalmente aggressivi. Le no-logo hanno praticato da subito prezzi simili e molto competitivi ed anche la Grande distribuzione in alcuni casi ha tagliato i prezzi senza esitazione. L’attesa adesso è per il prossimo fine settimana, quando probabilmente anche gli altri saranno costretti a promuovere iniziative a difesa delle rispettive quote di mercato. Di fronte a sconti così attraenti anche gli italiani tradizionalmente amanti della comodità potrebbero infatti cambiare le loro abitudini ed adattarsi al self. A tutto vantaggio delle stesse compagnie che, come sottolineato dal presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vita, puntano ad una ristrutturazione della rete che ridimensioni di un terzo il numero degli impianti (dai 24mila attuali a 15-18 mila). Per Adusbef e Federconsumatori «se il risparmio è adeguato il self service funziona». I prezzi medi nazionali sul servito, intanto, restano a 1,821 euro per la benzina, 1,708 per il diesel e 0,811 per il Gpl. Intanto, secondo le stime dell’Unione petrolifera, la bolletta energetica (quella che il Paese paga ogni anno per approvvigionarsi all’estero di materie prime) nel 2012 toccherà un nuovo record storico, superando i 66 miliardi di euro (37 miliardi solo di petrolio), 4 miliardi in più del 2011, quando il peso sul pil era già del 4,4%, il doppio rispetto ai primi anni duemila. Stavolta la colpa non sta però solo nei prezzi del barile. Rispetto allo scorso anno le quotazioni del greggio sono anzi inferiori in questa fase, ma «l’effetto dirompente» è quello del cambio, visto che l’euro ha perso rispetto allo scorso anno ben l’8,5% del suo valore. Quello sulla fattura energetica non è però il solo allarme lanciato dall’Up. Il più grave riguarda l’industria di settore, in particolare la raffinazione. «A fine anno - ha denunciato il presidente dell’UP, Pasquale De Vita - sarà fermo oltre il 20% della capacità produttiva». Di fronte a una crescente competizione da parte dell’industria asiatica, nient’affatto ad armi pari vista la quasi totale assenza di regole che vige in Asia.

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