Il Comune spera in 120 milioni La vendita del 49% di Gtt potrebbe fruttare alle casse del Comune circa 120 milioni per rientrare nel patto di stabilità Il nuovo socio privato (o istituzionale) che, se tutto andrà come sperano al secondo piano di Palazzo Civico, da qui a fine anno rileverà il 49 per cento di Gtt avrà molti margini di manovra. E una raccomandazione: tutelare (salvo il normale turnover) gli addetti alle manutenzioni e gli autisti dell'azienda trasporti ma mani libere su impiegati e soprattutto funzionari e dirigenti. Il perché è presto detto: secondo alcune stime in Gtt per ogni dirigente o funzionario ci sono 3,5 operai e autisti. Un'abnormità costruita negli anni e solo in parte mitigata negli ultimi anni, quando il numero di manager è diminuito. In alcune aziende private il rapporto è uno a venti se non di più. Ecco perché il consigliere del Pd Luca Cassiani ha presentato un emendamento alla delibera con il Comune ha deciso la cessione del pacchetto di minoranza della società. «Il rapporto autistidirigenti non sembra proprio fisiologico», dice Cassiani. «Va riequilibrato, mentre invece è necessaria la tutela dei lavoratori e del servizio, oltre che degli accordi sindacali sottoscritti». La cessione del 49 per cento di Gtt (votata dalla Sala Rossa con il sì di maggioranza e Fli, l'astensione del centrodestra e il solo no del Movimento 5 Stelle) è il primo tassello del piano di dismissioni varato dalla città per ridurre il debito e rientrare nel patto di stabilità. Servono 350-370 milioni di euro. La base d'asta per Gtt sarà intorno ai 120 milioni, per una gara cui dovrebbero partecipare diversi big del trasporto pubblico. A cominciare dalle Ferrovie dello Stato,che si dovrebbero fare avanti con la compartecipata Trenord (che appartiene anche alla Regione Lombardia). Dovrebbero esserci anche gli inglesi di Arriva, leader in Europa per il trasporto delle persone. A loro appartengono Sadem e Sapav che, insieme ad altre 20 aziende, ha fondato il consorzio ExtraTo, il quale si è aggiudicato la gara per tutti gli autobus che circolano sul territorio della provincia di Torino. E poi, i francesi di Keolis, partecipata dalle Ferrovie transalpine che si occupa di trasporto pubblico e opera già in dieci Paesi europei. Infine, Tundo, azienda privata che nel Torinese è attiva nel trasporto di persone disabili. Palazzo Civico si è comunque garantito una via di fuga qualora la gara andasse deserta. La delibera messa a punto dal vicesindaco Tom Dealessandri prevede la possibilità di andare a trattativa privata. E sullo sfondo resta anche la possibilità di sondare l'interesse della Cassa depositi e prestiti. Una soluzione a suo tempo caldeggiata dagli attuali vertici di Gtt e ora tornata in auge dopo che il decreto sviluppo del governo ha previsto un fondo presso la Cdp per le dismissioni delle partecipazioni degli enti locali. I PRETENDENTI Alla finestra molti gruppi internazionali e anche le Ferrovie