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Data: 20/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
L’impero Spadaccini: fallite due società

Il 25 maggio scorso il tribunale di Roma ha decretato il fallimento di due società, la Sorem e la San che appartenevano alla galassia dell'imprenditore pescarese Giuseppe Spadaccini, finito sotto inchiesta per una maxi evasione da 90 milioni di euro. Un passaggio importante che potrebbe avere riflessi anche sul procedimento penale che vede imputate, insieme a Spadaccini, altre 13 persone che avrebbero partecipato a quello che, secondo l'accusa, sarebbe un giro di società esterovestite che avevano solo formalmente sede a Madeira in Portogallo e che servivano per portare soldi all'estero.
La Sorem, in particolare, della quale Spadaccini era presidente, gestiva i Canadair, gli aerei antincendio della Protezione civile, mentre la San si occupava della manutenzione. Con la Sorem Spadaccini vinse il primo importante appalto nel 1997 battendo colossi come Alitalia e altri. Un appalto contestato che ebbe uno strascico legale davanti al Tar e al Consiglio di Stato dove Spadaccini, rappresentato dal suo legale Sabatino Ciprietti, ebbe però la meglio. Poi arrivò il rinnovo del contratto, nel 2006, e anche in questo caso la Sorem riuscì ad aggiudicarsi un maxi contratto da mille milioni di euro da spalmare fino al 2015, battendo una agguerrita concorrenza, fra cui il gruppo Toto. E anche qui fioccarono ricorsi, tutti vinti dal gruppo Spadaccini. Poi, dopo qualche anno, iniziarono le indagini penali su questo giro di evasione fiscale e cominciarono i primi guai che hanno portato al fallimento delle due società che fino ad allora andavano a pieno regime e avevano contratti anche con Grecia, Turchia e Spagna. Alla Sorem è legato anche il nome di un personaggio di primo piano delle cronache nazionali come Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti, che da Spadaccini, per alcune pubblicità della Sorem sul suo giornale, avrebbe ricevuto alcuni milioni di euro. Lo stesso Lavitola che, proprio dall'inchiesta pescarese, venne intercettato mentre parlava con l'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Ma per tornare al fallimento di Sorem e San questo potrebbe anche inguaiare ulteriormente lo stesso imprenditore pescarese Spadaccini, visto che ne potrebbe nascere anche una inchiesta parallela su un eventuale bancarotta, con tutti i risvolti negativi del caso.

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