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Pescara, 03/04/2026
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Data: 21/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Aeroporto, largo ai privati. Fli: la Regione venda le quote. Mascitelli torna sulla vertenza AirOne Technic: il ministro Passera faccia chiarezza sull’Abruzzo

Considerato il bilancio in rosso, Rabbuffo preme sulla proposta di legge condivisa da Idv.

PESCARA La chiusura in rosso del bilancio 2011, la prossima assemblea dei soci, la direttiva Enac (ente dell’aviazione civile) fatta propria dal governo Monti e che dà tre anni di tempo agli aeroporti di serie B come quello d’Abruzzo per autosostenersi dal punto di vista economico, spingono il dibattito sul futuoro dello scalo e della Saga , la società regionale di gestione. Nel corso dell’audizione in commissione regionale di Vigilanza il presidente Lucio Laureti ha parlato di scadenze e prossimi investimenti infrastrutturali (aerostazione, allungamento della pista, parcheggio multipiano) e nel brevissimo termine di charter estivi (Sicilia e Russia), ma alla luce dell’attuale situazione qual è il futuro dell’aeroporto? Il consigliere regionale e capogruppo Fli Berardo Rabbuffo non ha dubbi e rilancia la sua proposta, condivisa di recente anche da Carlo Costantini dell’Idv, di privatizzare la Saga. La proposta è contenuta in un progetto di legge che prevede che la Regione metta sul mercato o venda ai privati, le sue quote, pari al 41,3 per cento, del capitale Saga a gruppi e imprenditori, portatori di interessi nel sistema aeroportuale. dal gruppo di Idv. «Questa iniziativa è tesa a garantire il futuro dello scalo che è ancora lontano dalla soglia di equilibrio», spiega Rabbuffo che invita il presidente della commissione Sviluppo Nicola Argirò a portare e a discutere il suo progetto. Il consigliere Fli sottolinea come la sua idea sia valida alla luce dei dati negativi sul bilancio, 500mila euro di “rosso” e del fatto che ogni anno la Regione «deve sborsare 4.5 milioni di euro per il cosiddetto piano marketing ». Inoltre a spingere verso i privati per Rabbuffo c’è anche la situazione di stallo che attraversa la questione AirOne Technic, l’azienda tecnica di revisione aerea che ha abbandonato l’aeroporto, 80 dipendenti in cassa integrazione “lunga” e che ogni anno dovrebbe comunque garantire 150mila euro alla Saga per l’affitto del capannone. «Stando così le cose, c’è il serio rischio che il piano di riorganizzazione nazionale penalizzi ulteriormente l'aeroporto», dice Rabbuffo, «gli imprenditori privati possono individuare nuove e più incisive strategie per il rilancio, finanziando i progetti con propri capitali e competenze. Le risorse che la Regione risparmierebbe», suggerisce, «possono essere impiegate per il potenziamento dell'intermodalità visto che l’Abruzzo è tagliato fuori dall’alta velocità. Su AirOne Technic torna anche il senatore Idv Alfonso Mascitelli che chiede al ministro delo Sviluppo Corrado Passera di riaprire l’intera vertenza.Per Mascitelli Cai Alitalia (che ha assorbito AirOne Technic) paralizza di fatto lo sviluppo dell’aeroporto . «Sulla vicenda », rileva, « è calata una cortina fumogena assurda che ha avvolto anche la Regione»

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