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Data: 21/06/2012
Testata giornalistica: La Nazione
Venduta Ataf, le Ferrovie salgono alla guida degli autobus BusItalia-Sita Nord e Cap del gruppo Fs vincono la gara offrendo 18 milioni e 900mila euro. Esclusi i francesi di Ratp

ATAF RIMANE italiana. La gestione del servizio trasporto pubblico locale è stata vinta da Ati, l'associazione temporanea d'impresa legata al gruppo Fs e composta dalla capofila BusItalia-Sita Nord, dalla cooperativa autotrasporti pratese Soc. Coop (Cap Prato) e Autoguidovie Spa (Milano). La francese Ratp Dev, società che si era presentata con la controllata Autolinee Toscane Spa, è stata invece esclusa per mancanza dei requisiti sulla fideiussione richiesta per la partecipazione alla gara. Per questo motivo non è stata aperta nemmeno la busta dell'offerta Ratp, che adesso in teoria potrebbe fare ricorso. Inoltre la società francese ha ancora uno zampino in Ataf Gestione. La Ratp possiede il 51% delle azioni Gest, il cui usufrutto è adesso passato per il 49% ad Ati. Erano sei le aziende che si erano presentate in fase di prequalifica, mentre le offerte vincolanti erano invece arrivate entro il termine dello scorso 8 giugno da parte di Autolinee Toscane e della vincitrice. Il Tar della Toscana, il 13 giugno, non aveva accolto la richiesta di sospensiva della gara per la vendita di Ataf Gestioni, presentata da Arriva, legata ai tedeschi di Deutsche Bahn, con un apposito ricorso. Adesso l'aggiudicatario provvisorio è dunque Ati, che finiti gli adempimenti di rito, forse entro la fine dell'estate, dovrebbe iniziare la gestione privata del trasporto pubblico locale. IL PRESIDENTE di Ataf, Filippo Bonaccorsi, che si è presentato solo in conferenza stampa, era molto soddisfatto per il risultato della gara: l'offerta economica Ati è di 18milioni e 900mila euro - rispetto a una base d'asta di 12,4 milioni di euro - per l'acquisto del ramo Tpl di Ataf Spa (Ataf Gestioni srl) e di tutte le partecipazioni detenute da Ataf Spa, eccetto quelle in Tram di Firenze e Firenze Parcheggi. All'Ati passano quindi Ataf gestioni e le partecipazioni detenute da Ataf spa, ovvero Ataf&Li-nea scarl (77,88%), Opitec (15,91%), Firenze Cityseightseeing (60%), la Ferroviaria italiana (4,16%), Siger (100%), Ti-forma (2,98%) I-Mago (58%) e usufrutto del 49% delle azioni di Gest, che gestisce la tramvia. Anche sul fronte tecnico l'offerta è stata definita vantaggiosa. Ati ha garantito l'acquisto di 135 mezzi nuovi nei prossimi tre anni. Si è trattato del primo caso in Italia di vendita del 100% del capitale di una società di trasporto pubblico locale. Ricordiamo che tutto il patrimonio, dagli immobili alle infrastrutture, fino al sistema satellitare, è rimasto ad Ataf Spa. Il presidente ha voluto precisare che la privatizzazione riguarda solo la gestione e non il servizio stesso, che ovviamente resta pubblico. «Quella dell'Ati è un'offerta economica e tecnica di grandissima rilevanza. Sono stanco, esausto e molto soddisfatto' e rimango presidente fino al 31 luglio, giorno di approvazione bilancio 2011 che e' in pareggio» ha detto Bonaccorsi. Sempre secondo quanto appreso dal 2001 al 2009 Ataf ha perso 42 milioni di euro ed e' invece tornata in pareggio dal 2010. Con l'incasso derivante dalla cessione viene pareggiata la perdita storica che e' di circa 17 mln di euro. Sul delicato fronte del destino dei lavoratori, il presidente Bonaccorsi ha dichiarato che nulla cambierà per i dipendenti Ataf (nei giorni scorsi è stato siglato l'accordo con i sindacati sulla clausola sociale). Intanto, in contemporanea con la presentazione del vincitore di gara, arrivano dichiarazioni battagliere della segreteria Cgil e Filt Cgil. «Tra poche ore - si legge nel comunicato Cgil - si deciderà quale futuro si prospetta per Ataf, ma non si è mai discusso di quale servizio verrà garantito all'utenza che è il soggetto fondamentale in quanto destinatario del servizio stesso. Ci piacerebbe leggere in proposito dichiarazioni di consiglieri, assessori e sindaci del Comune di Firenze o di altri Comuni attualmente proprietari di Ataf».

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