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Pescara, 03/04/2026
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Data: 21/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lavoro, Monti chiama i leader. Pdl e Pd danno il via libera. Dopo gli ultimatum dei partiti al ministro, la svolta. «Varo entro il 27»

Il premier: risolverò il nodo dei non tutelati e della flessibilità

ROMA Un giro di telefonate con i leader di maggioranza, incluso Berlusconi. Appena rientrato dal Messico, Mario Monti insiste sulla richiesta che la riforma del mercato del lavoro predisposta dal ministro Elsa Fornero sia approvata in via definitiva entro il 27 giugno e annuncia che a questo fine il governo si impegna a risolvere le questioni poste da Pdl e pd rispettivamente sulla flessibilità in entrata e sugli esodati. E’ palazzo Chigi stesso, con una nota, ad annunciare gli intendimenti del premier: «Il governo - è scritto - ha chiesto di accelerare l’esame sulla riforma del lavoro» per approvarlo «entro il 27 giugno affinché il Consiglio Europeo possa prendere atto del varo di questa importante riforma strutturale».
L’esecutivo dunque ha chiesto al Parlamento di accelerare l’esame sulla riforma del mercato del lavoro contenendolo entro tempi compatibili con l’esigenza che la legge sia approvata entro il 27 giugno affinché il Consiglio Europeo del 28 giugno possa prendere atto del varo di questa importante riforma strutturale». «Il governo - prosegue la nota - si impegna a risolvere tempestivamente, con appropriate iniziative legislative, altri problemi posti dai gruppi parlamentari: la questione degli esodati e alcuni aspetti della flessibilità in entrata e degli ammortizzatori sociali. Su questi temi il governo sta lavorando anche sulla base delle costruttive proposte provenienti dai gruppi di maggioranza».
Sono proprio le rassicurazioni fornite da Monti a diradare le nube polemiche che si era addensata sulla riforma, e che i chiarimenti del ministro Fornero ala Camera non avevano contribuito a mitigare. Infatti, nonostante nel provvedimento «ci siano molti punti che non convincono», Silvio Berlusconi accede alla richiesta del presidente del Consiglio di accelerare i tempi: «Abbiamo deciso di sostenere Monti nella richiesta di andare a Bruxelles con la riforma approvata», spiega il Cavaliere. Che aggiunge: «Ci sarà una capigruppo nella quale si deciderà di anticipare il voto sulla riforma del lavoro previsto a luglio. Questo per un leale sostegno al governo affinché possa recarsi in Europa con la riforma approvata».
Via libera anche da parte del Pd. «Confido che Monti prenderà nelle prossime ore impegni precisi sulle nostre richieste, a partire dagli esodati», puntualizza Pier Luigi Bersani, che dunque dice sì al voto definitivo della riforma entro il 27 giungo.
L’intervento di Monti di fatto chiude un confronto sulla riforma che aveva provocato parecchi malumori e distinguo. Coinvolgendo direttamente il ministro Elsa Fornero i cui chiarimenti non hanno sedato le perplessità espresse sia dal Pdl che dal Pd. «Vogliamo che si passi ai fatti, alla concretezza», la posizione di Bersani sugli esodati. Molto critici anche i rilievi mossi dal Pdl sulla la flessibilità in entrata e le partite Iva. Temi sui quali Monti ha deciso di intervenire direttamente proprio per assicurare il via libera definito e dirottare l’attenzione dalle polemiche sulla Fornero.

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