Iscriviti OnLine
 

Pescara, 03/04/2026
Visitatore n. 752.820



Data: 22/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Fiat condannata: assuma gli operai Fiom. Il Tribunale: discriminazione in fabbrica a Pomigliano, il Lingotto dia lavoro a 145 iscritti al sindacato. Landini commosso

ROMA La Fiat è stata condannata dal Tribunale di Roma per discriminazione antisindacale e dovrà assumere 145 lavoratori iscritti alla Fiom nello stabilimento di Pomigliano. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom i cui iscritti avevano avviato la causa, si è commosso davanti ai giornalisti: la sentenza «sana una ferita ma non risolve i problemi complessivi che rimangono aperti. I diritti, le tutele, le libertà sindacali devono essere garantiti in tutti gli stabilimenti Fiat». Il Lingotto ha annunciato ricorso in Appello. Nel governo la sentenza non è passata inosservata: «E’ improprio commentare a caldo» ha detto il ministro Fornero. Ma per il suo collega Passera la sentenza «è qualcosa di cui tenere conto». La Fiom ha fatto causa alla Fiat sulla base di una specifica normativa europea antidiscriminazione. Infatti su 2093 assunzioni effettuata dalla Fabbrica Italia Pomigliano sui dipendenti già occupati nello stabilimento Vico della Fiat, nessuno di questi è iscritto alla Fiom. In base a una simulazione statistica affidata a un professore di Birmingham le possibilità che ciò accadesse casualmente risultavano meno di una su dieci milioni. Se dunque non era un caso, la mancata assunzione di operai e impiegati iscritti alla Fiom (382 ora calati a 207) si configurava come un’azione di discriminazione. Così 19 lavoratori hanno promosso la causa. Landini ha detto di aspettarsi il rispetto della sentenza da parte della Fiat e quindi dei 145 lavoratori iscritti alla Fiom. Nella sentenza, il tribunale di Roma stabilisce che l’azienda debba «mantenere nel prosieguo delle operazioni di riassorbimento del personale» la quota «dell’8,75% in favore di Fiom», la percentuale degli iscritti sui 4367 lavoratori complessivi. Per Landini l’obiettivo è l’assunzione di tutti i dipendenti. «E’ necessario che il governo, il parlamento, le forze politiche intervengano immediatamente - ha ribadito Landini - per ripristinare in tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat l’esercizio delle libertà sindacali e dei diritti delle persone» oltre a rendere certo «il futuro industriale ed occupazionale del Gruppo in Italia». La sentenza è stata accolta con soddisfazione dal numero uno della Cgil, Susanna Camusso: «Finalmente una buona notizia» perchè in questo modo i lavoratori saranno «liberi di scegliere a quale sindacato iscriversi». Ma per gli industriali torinesi si tratta di «una manifesta e inaccettabile ingerenza nelle prerogative imprenditoriali». Molte le reazioni sul versante politico. «Finalmente sanato un vulnus insostenibile» ha commentato Stefano Fassina responsabile economico del Pd. Per Vendola (Sel): è stato «sanzionato lo stile discriminatorio della Fiat di Marchionne» mentre per Diliberto (Pdci) si rende evidente che in Fiat sono in corso «discriminazioni certificate». Antonio Di Pietro (Idv) si augura che la Fiat «rispetti la sentenza». C’è attesa anche per un’altra sentenza. Il giudice del lavoro di Melfi si esprimerà dopo il 10 luglio sul ricorso presentato sempre dalla Fiom nei confronti della Fiat. Alle elezioni di aprile per il rinnovo della Rsa erano stati esclusi i sindacati che non avevano firmato l’accordo sul contratto di gruppo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it