In qualità di ex Assessore ai Trasporti della Giunta Mosele, mi son sempre ben guardato dall´interferire sul lavoro di chi mi è succeduto, ma la discussione condita con l´accusa di "scelte clientelari" cui sto assistendo in queste settimane e soprattutto lo scaricabarile sul buco da 3,2 milioni di deficit rimediato dall´attuale assetto politico-dirigenziale di fede leghista nel bilancio 2011 la cui responsabilità si sta ora cercando di dirottare praticamente su tutto l´arco istituzionale, dal Governo, alla Regione, Provincia, finanche alle giunte provinciale e comunale precedenti, non mi può lasciare inerte almeno per rispetto della verità. Tosi dimentica che dalle giunte precedenti ha ricevuto un´azienda sana, tant´è vero che negli ultimi cinque anni i bilanci si sono sempre chiusi in positivo. E non è vera nemmeno l´eco del vice presidente della Provincia Venturi, quando afferma che il deficit sia dovuto a tagli regionali perché i dati di bilancio forniti dalla stessa azienda parlano chiaro e ci dicono che a compensare la diminuzione del contributo regionale 2011 di 750.000 euro, ci sono maggiori entrate derivanti dall´adeguamento tariffario deciso dalla Provincia e maggiori ricavi dalla vendita di biglietti; il buco dipende quindi quasi esclusivamente da maggiori spese. Sembra inoltre si voglia far credere che ATV soffra a causa del peso dell´extraurbano, quando invece pressoché tutte le società venete di TPL hanno chiuso in positivo, salvo appunto ATV. D´altra parte, non è sfuggito agli addetti ai lavori che mentre la Provincia già lo scorso anno ha adeguato le tariffe ai nuovi costi, il Comune le ha incrementate del 20% solo nelle scorse settimane, ovviamente dopo le elezioni e anche questo ritardo ha contribuito al deficit. Non mi addentro poi sulle recenti scelte aziendali che hanno pressoché demolito il trasporto a noleggio e quello turistico che potranno anche non aver dato utili considerevoli, ma concorrevano comunque a spalmare i costi fissi della gestione. Per quanto concerne invece le asserite "soluzioni aziendali dissennate" riconducibili all´accordo sulla fusione del trasporto urbano con l´extraurbano, si sappia che quella è stata un´operazione auspicata da molte amministrazioni del comune di Verona che si sono avvicendate negli ultimi trent´anni, ma che è stata portata a termine faticosamente solo dalle giunte Mosele-Zanotto e con il voto favorevole della Lega sia in Comune che in Provincia, compreso il piano industriale che ora i suoi nominati sembrano non riconoscere. Per quanto riguarda il valore assunto degli affitti di uffici, stazioni e depositi, semmai potremmo parlare di sottostima, in quanto spesso basata sul costo di costruzione degli immobili piuttosto che sul reale valore commerciale, proprio per cercare di non distanziare ulteriormente il peso dell´extraurbano sull´urbano. La verità è che dopo l´unificazione purtroppo non sono stati attuati gli interventi di efficientamento sperati (e in parte programmati dal piano industriale) sia all´interno dell´azienda (unificazione dei contratti d i lavoro, riduzione dei dirigenti, efficientamento dei servizi amministrativi e di supporto) sia sulla rete (integrazione di linee); così di fatto oggi abbiamo una società che contiene ancora due organizzazioni distinte e un bacino che contiene ancora due reti distinte. L´impressione è che le poche integrazioni fatte, sia aziendali che di servizio abbiano comunque sempre privilegiato l´urbano. Al di là di ciò, l´operazione ha risposto all´esigenza di razionalizzazione del trasporto pubblico locale e a strategie adottate un po´ in tutta Europa. D´altro canto, il problema del nanismo degli operatori italiani rispetto ai potenziali concorrenti esteri era acquisito tra gli addetti ai lavori e costantemente ripreso in ogni studio. L´unico dubbio che mi è rimasto sull´operazione è se sia stato giusto farla in modo paritario, quando la Provincia a buon diritto avrebbe potuto far valere la maggiore dimensione della propria società. Non saremmo caduti come poi è avvenuto nelle maglie di una gestione che purtroppo risponde ad un unico centro decisionale, quello della Lega che ha designato alla presidenza prima Soardi (no comment) poi Bettarello, alla direzione generale Zaninelli, l´assetto dirigenziale di prevalente provenienza AMT e gli assessorati di Comune e Provincia anch´essi di assoluta fede leghista. Non so se i requisiti richiesti per queste nomine siano stati l´obbedienza o la capacità ma mi sarei aspettato da persona notoriamente riflessiva come il Sindaco Tosi, che ha dimostrato obiettività talvolta anche nella critica al suo stesso partito, una valutazione sospensiva piuttosto che uno scaricabarile. E´ pur vero che in politica nessuno si assume mai le responsabilità dei dissesti ma da un monopolio così evidente è quanto meno poco credibile sostenere l´assoluta estraneità a questo cattivo risultato. Detto questo, ora ce la dovremo vedere anche con i tagli regionali o governativi, ma questo, solo d´ora in poi.
(*) Consigliere provinciale e ex Assessore provinciale ai Trasporti