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Pescara, 19/06/2026
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Data: 23/06/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
Riforma del lavoro e art.18 - Riforma del lavoro, sarà un via libera tra le proteste

A meno di clamorosi colpi di scena, diventerà legge da mercoledì prossimo. Cgil: scioperi e manifestazioni il 26 e 27 giugno con presidio a Montecitorio. Mobilitazioni a Trieste, Emilia e Toscana. Spending review: martedì gli statali si fermano due ore

Più passa il tempo e più perde consensi. A meno di clamorosi colpi di scena, la riforma del lavoro sarà legge da mercoledì prossimo, giorno in cui la Camera darà il via libera definitivo (prima si passerà per quattro voti di fiducia) al disegno di legge già approvato dal Senato. Ma sarà un'approvazione tra le proteste, con la Cgil che annuncia scioperi e manifestazioni per il 26 e 27 giugno compreso un presidio mercoledì nei pressi di Montecitorio.

Che il ddl sarà votato prima del Consiglio Ue "ormai è deciso". La conferma della road map arriva da Tiziano Treu, senatore del Pd. "Verrà approvato con la fiducia nei prossimi giorni, pare mercoledì. Penso che sia una scelta giusta, lo si sapeva. È una riforma, certo, che si può anche poi aggiustare, però è utile - ribadisce l'ex ministro del Lavoro - ed è stata giudicata utile da tutti gli osservatori internazionali e quindi, anche se da noi ci sono delle critiche, è bene che si approvi. In ogni caso, intanto approviamola e poi si vede". A quanto si apprende, qualche aggiustamento potrà rientrare già nei prossimi decreti, ma intanto l'attuale sintesi viaggia su un'equilibrio così fragile che difficilmente sarà ritoccato con la fiducia a Montecitorio.

Tornando sul capitolo proteste, oggi è stato il turno dei sindacati di base con due manifestazioni a Roma e a Milano. A Trieste, invece, in 4mila hanno partecipato al corteo con la Cgil con in testa a tutti le delegazioni delle tante aziende in crisi o in difficoltà, dalla Stock alla Ferriera, dalla Diaco all’Alcatel. "Un segnale importante - afferma in sindacato - contro l’inerzia di questa città, ma anche contro le scelte di un governo le cui scelte, finora, non solo non hanno dato risposte al mondo del lavoro, ma ne hanno aggravato le prospettive, prima con la riforma delle pensioni e poi con quella del lavoro".

Anche il direttivo della Cgil regionale dell’Emilia Romagna, riunito il 21 giugno a Ca’ Vecchia, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale proclama due ore di sciopero per protestare contro il disegno di legge, giudicandolo "punitivo e lesivo nei confronti dei lavoratori" e definendo "inaccettabile" la scelta del governo di porre la fiducia. La Cgil Toscana ha proclamato due ore di sciopero generale regionale martedì 26 giugno, coinvolgendo tutti i settori e i territori. Il giorno dopo dieci pulmann partiranno per Roma, per prendere parte alla protesta di Montecitorio.

Altro nodo da sciogliere, altra protesta, sulla spending review. Martedì prossimo due ore di assemblea in tutti gli enti pubblici indette da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa che, all’indomani della richiesta inviata dalle tre confederazioni al premier Monti, lanciano una prima giornata di mobilitazione e assemblee "affinché il governo apra il necessario confronto e interrompa il percorso preannunciato su spending review e lavoro pubblico", tenendo fede all’intesa sottoscritta il 3 maggio. "Protestiamo contro la politica degli annunci e delle indiscrezioni a mezzo stampa portata avanti da questo governo", spiegano i segretari generali delle quattro sigle. "Ma soprattutto contro l’approccio ideologico nei confronti del pubblico impiego che rischia di tradursi in tagli lineari di organico mascherati da revisione della spesa, accorpamenti di enti contrabbandati per riorganizzazioni, attacchi alla dignità dei lavoratori pubblici spiegati con le urgenze di cassa".

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