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Pescara, 19/06/2026
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Data: 23/06/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Voglio continuare a fare il leader dei moderati» Berlusconi: «Spero che dopo la parentesi di Monti il centrodestra, in parte rinnovato, torni a guidare il Paese»

«Continuare a essere il leader dei moderati finchè gli italiani lo vorranno. E di lavorare ogni giorno, con tutte le mie forze, come ho sempre fatto, affinchè, terminata la fase comunque transitoria del governo Monti, un centrodestra in parte rinnovato e più ampio torni a guidare il paese». Lo sostiene Silvio Berlusconi in un'intervista pubblicata in appendice al libro «L'onestà al potere» di Roberto Gelmini sui nove anni di governo di Milano di Gabriele Albertini.

SCONFITTA A MILANO - Alla domanda se la sconfitta alle elezioni di Milano ha fatto male al suo governo, Berlusconi ha spiegato: «Certo non ci ha fatto bene. Ma è stata soprattutto un sintomo di un clima politico generale che si andava deteriorando sempre più, non solo in Italia. Ricordo che, alle elezioni di medio termine, tutti i governi europei in carica hanno subito gravi sconfitte».

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LA SINISTRA NON SCENDE A PATTI - Nell'intervista è stato ricordato a Berlusconi che Albertini aveva proposto di mettere assieme, con un obiettivo ben preciso e limitato nel tempo, le componenti moderate della sinistra e della destra, escludendo le estreme, Di Pietro e Bossi. Chiedeva, in sostanza, un patto per Milano anche in vista di Expo: «Questi sono i risultati del governo della sinistra. Ma la sinistra, quando vince, non scende a patti. Quando nel 2006 prevalsero per 24.000 voti alle elezioni politiche proponemmo un governo di unità nazionale per gestire il paese spaccato a metà. Non risposero nemmeno».

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MAI SFIDUCIATI - Per venire ai nostri giorni, Berlusconi spiega che «pur avendo la maggioranza sia alla Camera che al Senato e senza essere stati mai sfiduciati dal Parlamento non abbiamo esitato a farci da parte perchè abbiamo ritenuto che questo sarebbe stato più conveniente per il Paese al fine di consentire una larga convergenza di fronte all'emergenza. Questa è la differenza tra noi e loro. E infatti la proposta di Albertini per Milano, che aveva una logica, non ebbe seguito».

PDL AL 20,6% - A Fiuggi parlando ai giovani del Pdl Berlusconi ha affrontato vari argomenti, dalla legge elettorale al futuro del partito, non rinunciando alle consuete battute machiste («Non posso assumervi tutit come collaboratori, posso assumere tutte le collaboratrici». «Se c'è una cosa di cui non sono mai stato accusato è di essere gay»). Poi ha parlato di numeri. «Secondo l'ultimo sondaggio, quello di lunedì scorso - ha detto- il Pdl è al 20,6%» assicurando che nonostante il calo di consensi «non c'è nessuna volontà di frazionamento all'interno del partito». Il Pdl «deve cambiare nome» ha poi aggiunto. «Io ho già dentro di me un'idea, dopo averne valutate tante e dopo aver fatto dei sondaggi» e precisa che la nuova denominazione avrà dentro «i nomi della nostra religione, in cui ci siano cioè le due fondamenta dell'Italia e della libertà». Su questo, aggiunge, «dovremo decidere prossimamente».

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