Iscriviti OnLine
 

Pescara, 03/04/2026
Visitatore n. 752.820



Data: 23/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pd, Fassina contro Renzi: ex portaborse, sindaco per caso

FIRENZE - Il rottamatore è stato rottamato. Con queste parole: «Renzi? È una figura minoritaria nel partito, ripete a pappagallo alcune ricette della destra, è fuori tempo massimo. Ma non credo andrebbe con Berlusconi, è lontano anche dal suo populismo». Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, non ci pensa su due volte. Ai microfoni della Zanzara, su Radio 24, il giovane turco bersaniano impallina il sindaco di Firenze. Una serie di montanti dritti al volto, alla vigilia della convention «Big Bang. Italia obiettivo comune», l’adunata di 1.000 amministratori Pd in programma questa mattina al Palacongressi fiorentino. Un evento - è attesa anche l’europarlamentare Debora Serracchiani - che sancirà la discesa in campo alle primarie democratiche di Renzi.
In contemporanea, a Roma, Pier Luigi Bersani ha convocato i circoli del Pd per una convention che verrà chiusa dallo stesso segretario, dando a sua volta il via alla conta per la leadership attraverso, appunto, le primarie. E proprio a questo proposito Fassina è lapidario: «Bersani le vincerà comunque a mani basse, perché fare il premier è qualcosa che non si improvvisa e il sindaco di Firenze non si capisce nemmeno cosa propone. Secondo le regole che ci sono ora - spiega - non potrebbe nemmeno candidarsi alle primarie, e un partito funziona con delle regole ». Il responsabile economico del Pd, poi, si spinge oltre. E affonda il coltello nella carriera di Renzi, già giovanissimo presidente della Provincia in quota Margherita, prima di approdare a Palazzo Vecchio. «L’unica cosa certa è la sua data di nascita. Io, a differenza sua, ho avuto una lunga esperienza professionale fuori dalla politica. Lui è un ex portaborse, diventato poi sindaco di Firenze per miracolo, per le divisioni interne al Pd fiorentino». Ma non finisce qui. L’ipotesi suggestiva rilanciata da alcuni ambienti berlusconiani di candidare Renzi premier con il centrodestra alle prossime politiche viene bollata come una mezza patacca da Fassina. Che aggiunge: «Non credo che Matteo andrebbe con il centrodestra, anche se ripete a pappagallo quelle ricette».
Insomma, questo è il clima. E il sindaco gigliato come l'ha presa? Impegnato tutto ieri pomeriggio in una riunione tecnica con i suoi più stretti collaboratori (a partire da Giorgio Gori, ex numero uno di Magnolia e già uomo forte di Mediaset) sembra scegliere il basso profilo. Anzi, in maniera molto cristiana, quasi porge l’altra guancia. E affida a Twitter una prima replica al fuoco amico arrivato dal quartier generale dei democrat a Roma: «Domani (oggi-ndr) mille amministratori saranno qui con me a Firenze per proporre un’Italia più libera e più semplice. A chi insulta rispondiamo con un sorriso». Ma davanti ai primi 300 amministratori arrivati in riva all’Arno si lascia sfuggire un’altra battuta, questa volta meno buonista e decisamente più tagliente e aggressiva. «Ah, Fassina... Bersani è più serio delle persone che lo circondano». La campagna elettorale per le primarie a sinistra è cominciata e questi primi scambi tra fazioni contrapposte dicono che non sarà un pranzo di gala.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it