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Pescara, 03/04/2026
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23/06/2012
Il Messaggero
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Sciopero, corteo e summit. Traffico in tilt e caos in Centro.Ressa alle fermate dei bus, taxi introvabili a Termini
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Disagi e rabbia dei cittadini. Santi Apostoli, bancomat murato da manifestanti
La maschera di cartone di Monti, simbolo della protesta anti-governo, attraversa le strade del centro mentre il presidente del Consiglio incontra Hollande, Merkel e Rajoy a Villa Madama e mentre la città soffoca nell’ingorgo più insopportabile dell’anno per via dell’afa record. Quasi la metà degli autisti di autobus, tram e metro disertano il lavoro, la linea A è ferma, i grandi discutono del destino dell’Europa e i romani sopportano il loro destino di prigionieri di qualche coda. Nello spazio di una mattina bollente succede di tutto: si accavallano corteo, summit e sciopero, il caos travolge Roma e la scaraventa nell’incubo dell’ennesimo venerdì impossibile. E’ andata come era prevedibile, colpa del Tar, accusa Alemanno, «abbiamo subito l’ordinanza sulla regolamentazione dei cortei. I primi a pagare sono i cittadini». Colpa del Campidoglio, replica l’opposizione. Lo sciopero. Ventiquattro di stop dei trasporti per lo sciopero nazionale di Usb, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e Usi. Il 41 per cento dei lavoratori partecipa alla protesta, secondo l’ Atac. Molti di più, replicano i sindacati, non è andato al lavoro «il 75 per cento del personale viaggiante». Fatto sta che tra corteo e sciopero 45 linee vengono limitate e deviate. Alle 8,30 ultimo viaggio dei trenini della metro A, mezz’ora prima del previsto denuncia il Codacons ma l’azienda smentisce. La B resta aperta anche se le corse vengono ridotte e la B1 continua a essere un calvario. Alla stazione Libia si rompe l’ascensore e 12 persone restano prigioniere, ci sono anche due cardiopatici: li liberano i vigili del fuoco. Alla stazione Termini è il delirio. File di centinaia di persone ai taxi, attese di ore e ressa alle fermate di bus, molti malori, romani avviliti ma rassegnati, turisti increduli. Ma i disagi dello sciopero sono cominciati ben prima. Già alle 23,30 di giovedì decine di passeggeri aspettano inutilmente per un’ora e mezza in via delle Medaglie d’Oro il Notturno 6: non passa per via della protesta. Soffrono ancor di più i pendolari, alcuni treni locali non partono: dalle 9 ferma la linea Termini-Giardinetti e la ferrovia Roma-Viterbo, dalle 8,30 stop sulla Roma-Lido. Il traffico. Al corteo, ai bus a singhiozzo e alla metro ferma si aggiungono anche due incidenti: uno sulla Cassia e uno in via dei Monti Tiburtini dove è morto un centauro. Non si cammina, dalla mattina fino al tardo pomeriggio un serpentone di auto immobili attraversa la città. Inutile cercare un taxi, si passa anche nella zona a traffico limitato perché i varchi sono aperti e non c’è zona della città che si salvi. Altrettanto inutile sperare di trovare un parcheggio. Il corteo. In ritardo anche la manifestazione anti-Monti promossa dai sindacati di base. Il corteo parte da piazza della Repubblica, intorno alle 11, due ore dopo il previsto per aspettare i pullman che arrivano da fuori Roma. Le vetture delle linee bus ancora in servizio nonostante lo sciopero vengono deviate. «Fermiamoli», dietro lo striscione bianco con le scritte rosse a caratteri cubitali sfilano i manifestanti, 20mila secondo gli organizzatori. Bandiere e cartelli della «spesa precaria» percorrono via Cavour e via dei Fori Imperiali. All'angolo di piazza Santi Apostoli alcuni manifestanti murano uno sportello bancomat con mattoni fatti in pietra bianca e poi lanciano uova contro la sede della Deutsche Bank dopo aver già bersagliato la Unipol in via Cavour. Danneggiate alcune vetrine esterne dell'hotel Palatino. Dalle immagini registrate gli investigatori cercheranno di rintracciare i responsabili. Intorno alle 13.30 il corteo si scioglie, a piazza Santi Apostoli restano numerosi manifestanti dell'Usb e dei Blocchi precari metropolitani, montano alcune tende da campeggio per un presidio di protesta. Sit-in. Questa interminabile giornata si conclude con un sit-in contro l’omofobia a Piazza Farnese, dalle 20 in poi. Concerto di Malika Ayane e Marco Guazzone. «Tutti in piazza per dire no alla violenza e sì alla richiesta di diritti» è l'appello degli organizzatori.
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