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Pescara, 19/06/2026
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Data: 24/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aumentano i precari over 34 ora sono quasi un milione. Record di contratti a termine nel primo trimestre 2012

ROMA - Con il varo della legge Biagi il contratto a termine nelle sue varie forme servì a dare uno stimolo importante all’occupazione giovanile. Poteva essere considerato una sorta di rodaggio retribuito (un gradino più in sù dello stage, quindi) e con tutte le tutele contributive (un balzo in avanti rispetto al lavoro nero) per poi approdare all’ambito posto fisso: il contratto a tempo indeterminato. Era il 2003, nemmeno tanto tempo fa. Poi, da un lato l’abuso che di questa forma di assunzione hanno fatto molte aziende, dall’altro la crisi economica, e il contratto a termine è diventato simbolo di precarietà infinita. Per i giovani, ma anche i meno giovani. Sono sempre di più gli over 34 che riescono a lavorare solo con assunzioni a termine. Ormai sfiorano il milione di dipendenti (969.000). Di questi poco più della metà (541.000) hanno un’età compresa tra 35 e 44 anni, ben 317 mila hanno superato i 45 anni (fascia d’età 45-54) e 111 mila hanno tra i 55 e i 64 anni.
Complessivamente i contratti a termine nel primo trimestre 2012 erano 2 milioni e 232.000. Un numero così elevato non si registrava dal primo trimestre del 1993, anno d’inizio della serie storica ricostruita. Nei primi tre mesi di quest’anno c’è stato un aumento del 4,7% (pari a 101.000 unità) di questo tipo di contratti rispetto allo stesso periodo del 2011. A livello settoriale il fenomeno ha coinvolto soprattutto l’industria, la sanità, gli alberghi e la ristorazione. L’incidenza del lavoro a termine sale così al 9,8% sul totale degli occupati (22 milioni 793.00 persone) e al 13% sul totale dei dipendenti (17 milioni).
La crescita è stata lenta, ma continua. E ha compensato la diminuzione del numero di occupati dipendenti permanenti. Sempre nel primo trimestre 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, i contratti a tempo indeterminato sono calati di mezzo punto percentuale, perdendo 68.000 unità. All’interno della categoria lavoratori dipendenti fissi, si sta verificando un altro importante spostamento: diminuiscono quelli a tempo pieno (-2%) e aumentano i part-time (+8,6%).
Insomma, a causa della crisi, il mercato del lavoro italiano sta spostando sempre più i suoi confini verso una maggiore flessibilità delle forme di assunzioni. Il posto fisso diventa una chimera, la precarietà si diffonde anche tra i lavoratori più esperti e con un’età non più giovanissima. Il fenomeno tra gli over 34 è in aumento anche rispetto allo scorso anno (+3,3%), per non parlare del vero e proprio balzo rispetto all’inizio del 2004: ora gli over 34 con contratto a tempo determinato sono il 43,8% in più. Un ritmo di crescita perfino più forte rispetto all’aumento dei contratti a termine complessivi che nel periodo si è attestato a +30,2%.

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