Corsa contro il tempo per evitare la chiusura dei battenti del Cstp, già in liquidazione da tre mesi, e la messa in libertà di tutti gli oltre 600 dipendenti. E intanto si pensa già alle future gare: martedì importante incontro con l'assessore regionale Sergio Vetrella, con all'ordine del giorno «le procedure di affidamento del trasporto pubblico locale». Dall'assemblea dei soci di venerdì la conferma della necessità di ricapitalizzare, pena la morte dell'ex consorzio. Ma anche la presa d'atto delle difficoltà in cui versa l'azienda, costretta ogni giorno a fronteggiare la gestione ordinaria, tra risorse che mancano e fornitori che reclamano i crediti. Intanto l'anticipazione dei corrispettivi, richiesta alla Provincia, è ora in stand-by. Due milioni e settecentomila euro, che nelle intenzioni dell'azienda dovevano servire a pagare gli stipendi ai dipendenti - ancora in attesa della busta paga di maggio - e ad assicurarsi altri giorni di respiro sul fronte del carburante. Ma dalla Regione non arriva nessuna nuova. Lo ha confermato, all'uscita dell'assemblea dei soci, lo stesso neoassessore provinciale ai Trasporti Luigi Napoli, accompagnato dal sindaco di Cava Marco Galdi: «La Provincia - dice - non può fare la seconda anticipazione di cassa, dopo quella recente. Aspettiamo che la Regione completi l'iter dei pagamenti». Sul fronte dei corrispettivi chilometrici i liquidatori sperano, ma non si aspettano aumenti. Anzi. «Il collegio ritiene - si legge tra l'altro nel piano industriale - che, anche alla luce di possibili tagli di fondi da parte della Regione, la società sia costretta a contrarre il chilometraggio e sia esposta a una progressiva riduzione dei corrispettivi». Così nel futuro si disegna - ma ancora non si può prevedere quale sia la forma aziendale - un Cstp dedicato solo all'esercizio, cioè agli aspetti più strettamente legati alla mobilità, mentre settori come la manutenzione e la stessa gestione delle infrastrutture andrebbero ai privati, in una formula «full service». Con la struttura interna, che attualmente occupa trenta addetti circa, che finirebbe alla nuova ditta. Anche sulla questione dei contratti di solidarietà, nonostante i ripetuti appelli al ministro Fornero, non si muove nulla. Mentre si aspetta la convocazione della prossima assemblea (sperando che arrivi entro i primi quindici giorni di luglio), per chiedere di nuovo agli enti proprietari il ricorso alla capitalizzazione, i lavoratori pensano a un'azione eclatante per farsi sentire anche a livello nazionale: la data potrebbe essere quella del 2 luglio, la sede Napoli, dove è attesa la Fornero.