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Data: 12/01/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Authority, sì ai trasporti «Troppe 5 per il risparmio». Liberalizzazioni: Bersani pronto ma c'e il freno della Margherita

Caserta. Una nuova Authority per i trasporti, ma non per le reti infrastrutturali. Il riordino e la razionalizzazione delle competenze delle 5 Autorità che governano i mercati finanziari. Romano Prodi batte sul tasto della concorrenza e sul mercato. E nei suoi ragionamenti è quella la sintesi tra mercato ed equità, riformismo e sinistra radicale. «Più concorrenza vuol dire più benefici per il cittadino consumatore e più giustizia sociale», dice il Professore. E alla concorrenza servono regole e regolatori. «Le liberalizzazioni passano anche da un rafforzamento delle Authorities che sono state massacrate e umiliate nel precedente Governo. Ne istituiremo una nuova, sui trasporti. E invece semplificheremo l'attività dei mercati finanziari perchè cinque Autorità sono tante e spesso c'è una duplicazione delle competenze: bisogna quindi unificare». Le più a rischio sono Covip e soprattutto Isvap. Le liberalizzazioni sono la carta più alta su cui il premier vuole scommettere. Pierluigi Bersani ha lavorato a un nuovo round di deregulation: dall'abolizione dei costi delle ricariche dei telefonini fino ai distributori di benzina che potranno vendere anche prodotti non-oil, traendone nuovi utili e quindi abbassando il prezzo della benzina. Ma c'è di più. Nel pacchetto che Bersani tiene pronto-ma ancora nel cassetto-ci sono filoni nuovi in cui appaiono anche "vecchie" liberalizzazioni che non hanno mai trovato attuazione. Alcune le cita proprio Prodi. «Bisogna eliminare le rendite di posizione che ancora ci sono, fare attenzione ai grandi settori: trasporti, gas, elettricità, poste». Il ministro ieri ha provato a fare il blitz. Un colpo a sorpresa: un disegno di legge con una tornata di liberalizzazioni popolari proprio sulla scia dell'annuncio sui telefonini o benzina. Ma la frenata gli è arrivata dalla sua stessa coalizione. Non da Prodi che pure ci puntava ma piuttosto dalla Margherita, infastidita dall'attivismo e dalla visibilità del ministro. Ma sembra che anche la sinistra abbia dato il suo via libera chiedendo però in cambio misure sul versante sociale. E allora tutto si è fermato come ha poi annunciato lo stesso ministro. «Il testo non verrà presentato - ha detto Bersani - ma sono pronto a nuove misure che tengano insieme le liberalizzazioni, i diritti dei consumatori, la semplificazione della Pa e la lotta all'evasione. In poche parole sono pronto a creare una nuova cittadinanza». Al Consiglio dei ministri di oggi quindi non ci sarà il pacchetto Bersani, se ne parla la prossima settimana. Per Prodi è la frontiera: «Dobbiamo far aumentare il reddito disponibile dei cittadini e questo vuol dire anche completare il processo di apertura dei mercati». Ma anche rafforzare gli strumenti di tutela nella mani del cittadino-consumatore come la «class action». Le liberalizzazioni però andranno di pari passo con la riforma della pubblica amministrazione. Anche su questo fronte i tempi, che sembravano da record, sembra possano rallentare ma ormai non ci sono più seri ostacoli. «Ecco questi sono i capitoli generali del nostro riformismo, queste sono le azioni che esigono coraggio», spiega Romano Prodi. Peccato sia mancato lo sprint.

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